Midem, la crisi di mercato segna un'edizione in tono minore

Midem, la crisi di mercato segna un'edizione in tono minore
Il Midem di Cannes edizione 2002 ha da poco oltrepassato la metà del suo percorso, ma per la longeva mostra internazionale del disco è già ora di bilanci. Le cifre ufficiali, che verranno diramate nei prossimi giorni dall’organizzazione, serviranno a fotografare il panorama con più precisione e magari a diluire critiche e commenti (piuttosto tiepidi) degli operatori, ma difficilmente ribalteranno le prime impressioni: e cioè che quello che chiuderà i battenti giovedì 24 gennaio è stato un Midem in tono decisamente minore. Era probabilmente difficile attendersi qualcosa di diverso: troppo fresco il ricordo dell’11 settembre che, come ai tempi della guerra del Golfo, ha tenuto lontani dalla riviera francese parecchi americani; troppo diffuso e generalizzato l’effetto-recessione che nel 2001 non ha risparmiato nessuno o quasi, tra i maggiori produttori di musica al mondo (Francia esclusa, vedi news). Fatto sta che le conseguenze sono apparse evidenti agli occhi di tutti: forte calo nelle presenze di visitatori ed espositori (qualcuno parla addirittura del 25 % in meno, ma si tratta per il momento di stime forse grossolane), stand di dimensioni mediamente più contenute (l’Oscar dell’allestimento più originale, un campo sintetico di margherite, va all’italiana Media Records, mentre è sintomatico che una delle maggiori – e attualmente più travagliate - indipendenti del mondo, la tedesca Edel, abbia rinunciato al suo tradizionale spazio di incontro in favore di un laconico pannello-insegna che riporta i numeri di telefono con cui è possibile contattare lo staff), drastica riduzione (già sperimentata l’anno scorso) delle internet company che tre-quattro anni fa avevano invaso gli spazi espositivi (fa eccezione l’italiana Vitaminic, che a Cannes ha anche tenuto una conferenza stampa sul tema di musica e marketing on-line) e, novità quasi assoluta, camere disponibili nei principali alberghi del centro; senza contare che anche la schiera di nottambuli che tradizionalmente affolla fino alle prime ore del mattino la lobby dell’Hotel Martinez si è fatta visibilmente più sparuta del solito. Segni, tutti quanti insieme, del clima un po’ plumbeo e assai poco frizzante che circonda di questi tempi l’industria mondiale della musica: confermato anche da un programma di eventi e concerti meno sfizioso del solito, nonostante la presenza di alcune pronosticate “next big things” della scena pop internazionale come il cantautore electro-folk irlandese David Kitt, il trio franco-svizzero-argentino dei Gotan Project e gli inglesi Electric Soft Parade e a dispetto della vigorosa pennellata di glamour garantita dai sempre più agguerriti NRJ Awards che sabato 19 gennaio hanno inaugurato la manifestazione proponendo un cast stellare di ospiti internazionali (Britney Spears, Mick Jagger, Robbie Williams, Kylie Minogue, Dido, Geri Halliwell).
Le chiacchiere informali con gli italiani presenti alla manifestazione (folta come sempre la partecipazione delle etichette dance e di classica, delle associazioni di categoria e dei distributori, delle società indipendenti che pubblicano dischi “economici” e delle aziende a vocazione marcatamente internazionale: con quasi 20 espositori, l'Italia era il quinto paese più rappresentato alla mostra)confermano che il Midem non è più, da tempo, il luogo adatto per concludere nuovi affari, né per acquisire o vendere prodotti e cataloghi. Eppure, molti non se la sentono di rinunciare all’appuntamento di Cannes: le PR restano un ingrediente indispensabile del business, resta assai qualificato il “panel” degli executive che scendono in massa sulla riviera per la manifestazione (tra le presenze di spicco di quest’anno si segnalano quelle di Richard Branson, del responsabile di AOL Music Kevin Conroy e – come d’abitudine - dell’intero stato maggiore dell’industria francese), e rimane alta la curiosità di saggiare con mano gli ultimi gadget e promesse del settore (come l’i-Pod della Apple, i chioschi che consentono di confezionare in tempo reale i CD su misura e i software destinati a monitorare l’airplay delle emittenti radiofoniche come YaCast, alternativa transalpina al più affermato Music Control). Sarà rimasto deluso, invece, chi si aspettava dalla manifestazione francese risposte concrete alla crisi di mercato e suggerimenti definitivi sui nuovi modelli di sviluppo: perché, questo è chiaro a tutti, l’industria non sa ancora che pesci pigliare e il futuro ha ancora la forma di un enorme punto interrogativo.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.