Who, Queen, Plant, Sir Elton: invocazione al Primo Ministro contro la pirateria

Who, Queen, Plant, Sir Elton: invocazione al Primo Ministro contro la pirateria

Icone del rock, star emergenti del pop e magnati dell'industria britannica uniti contro la pirateria musicale: Simon Cowell (l'ideatore di X Factor), Roger Daltrey e Pete Townshend dei Who, Brian May e Roger Taylor dei Queen, Professor Green, Elton John, il re dei musical Andrew Lloyd Webber, Robert Plant e Tinie Tempah sono i firmatari di una lettera indirizzata, alla vigilia delle Olimpiadi di Londra, al primo ministro inglese David Cameron, in cui chiedono congiuntamente una rapida approvazione del Digital Economy Act e delle misure atte a convincere Internet service provider e motori di ricerca su Internet (Google in primo luogo) a porre un freno al file sharing e al download illegale in rete.



"Mentre il mondo, quest'estate, volge la sua attenzione al Regno Unito, sorge l'opportunità di stimolare la crescita in settori in cui il Paese dispone di un vantaggio competitivo", inizia il testo del documento. "Uno di questi settori è rappresentato dalle industrie creative, che creano posti di lavoro al doppio di velocità rispetto al resto dell'economia".



Dopo avere ricordato che gli artisti britannici, capeggiati da Adele, rappresentano oggi la maggior quota di mercato discografico mondiale di sempre, i firmatari della missiva sottolineano le potenzialità di esportazione di una nazione digitalmente avanzata come il Regno Unito, aggiungendo che "Possiamo realizzare questo potenziale solo se, a livello locale, disporremo di un solido quadro legislativo sul copyright, cosicché le industrie creative possano conseguire un equo ritorno sugli enormi investimenti che effettuano al fine di creare contenuti originali.  L'attività illegale deve essere confinata ai margini e ciò andrà a beneficio dei consumatori, dando loro la fiducia di acquistare online in tutta sicurezza da siti legali".



"Il modo più semplice di assicurare tutto ciò", termina il documento, "è di implementare rapidamente le misure, a lungo attese, contenute nel Digital Economy Act 2010; e di assicurare che i fornitori di accessi a banda larga, i motori di ricerca e gli investitori pubblicitari online facciano la loro parte nel proteggere i consumatori e i creatori d'opera dai siti illegali. Siamo orgogliosi della nostra eredità culturale e abbiamo piena fiducia nelle possibilità nostre e del nostro settore di recitare un ruolo maggiore nel sostenere la crescita del Regno Unito. Per continuare a creare contenuti creativi di eccellenza a livello mondiale abbiamo bisogno di un piccolo aiuto dai nostri amici".
 
 

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