E.L.I.O. seduce la Grande Mela

Tutto esaurito a New York per E.L.I.O., "The artists formerly known as Elio e le Storie Tese", in tournée negli States da una settimana. Il "complessino" e' riuscito ad attrarre tutti gli italiani nostalgici della fascia 20-40 anni, ormai in pianta stabile nella Grande Mela, ed alcuni curiosi americani. Strategici i locali scelti dalla band: il tempio del rock CBGB's (pronunciato da Elio, "sibigibizzzz") e il club jazz-brasiliano SOB's.
Il sottotitolo al concerto e' "E.L.I.O. Eats America", ove ELIO sta per Enema Lovers Italian Orchestra, "orchestra italiana degli amanti del clistere" (in tributo a una canzone di Zappa "The Illinois enema bandit", n.d.r.)
Elio si è presentato al pubblico americano con un look anni Sessanta: pantaloni color crema a quadretti, vita bassa e stretti intorno al bacino, giacchetta attillata, cravatta e gilet, e parrucca nera fitta con fronte bassa e riga in parte (che più brutto non si può).
Il tema ricorrente durante tutto lo show è stato l'emblema dell'Italia negli Stati Uniti: la pizza. Dallo striscione che dominava il palco (con una fantomatica New York sovrastata da un disco volante-pizza) al "clap-o-meter", l'applausometro che misurava gli applausi del pubblico su alcuni temi, in cui si andava da "very bad" a "PIZZA" come indicatore di massimo gradimento, alla copertina dei CD promozionali che E.L.I.O. hanno lanciato "solo" alle ragazze, che "sono libere di venire a fare l'amore con noi in camerino dopo il concerto".
Elio ha introdotto il concerto leggendo in un inglese da un taccuino stile Roberto Benigni in "Daunbailò", e cantando versioni in inglese di molte canzoni classiche (da "John Holmes, life devoted to the cinema" - "John Holmes, una vita per il cinema" - a "Darling I love you", "Cara ti amo"). Oltre a battute sulla virilità e sulla superiorità sessuale degli uomini italiani, non sono mancate frasi di solidarietà al Presidente statunitense e a Monica Lewinski. Nella seconda metà dello show la band si è "sciolta", Elio si è tolto la parrucca e ha sfoderato una maglietta del Sudafrica, Rocco Tanica del Foggia, e così via...
Il pubblico voleva sentire Elio in italiano, ma lui continuava a ripetere in inglese "siamo in America e dobbiamo rispettare il paese che ci ospita". Nel backstage Elio ci ha detto che il loro obiettivo è raggiungere un'audience americana, e per questo hanno ritenuto importante tradurre la maggior parte dello show in inglese per sondare le reazioni del pubblico anglofono. Restano seri dubbi su quanto gli americani in sala abbiano compreso dell'inglese di Elio, ma sicuramente si sono divertiti: un tavolo di asiatici vicino al palco ha applaudito calorosamente durante tutto lo show, e alla fine ci hanno detto "E' stato uno spettacolo divertente e diverso! Speriamo di vedere più artisti di questo calibro qui in America!".

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