Universal-EMI, potrebbe slittare ancora la decisione della Commissione Europea

Universal-EMI, potrebbe slittare ancora la decisione della Commissione Europea

Slitterà ancora il termine - 6 settembre - fissato dalla Commissione Europea per comunicare le sue decisioni a proposito della fusione tra Universal ed EMI? Il ritardo con cui la stessa Universal si accinge ad inoltrare (domani, giovedì 19 luglio, stando alle ultime indiscrezioni) il pacchetto di disinvestimenti e misure correttive atte a garantirsi il via libera al "merger" potrebbe spingere, secondo diverse fonti, l'antitrust europeo a procrastinare il suo giudizio di altri quindici o ventuno giorni.



Dalle voci che circolano nell'ambiente emerge intanto che, a seguito dei contatti intercorsi in questi giorni, la Commissione avrebbe fatto capire a Universal di non considerare sufficienti le soluzioni proposte finora per garantire la tutela della concorrenza e degli interessi dei consumatori: sembra ad esempio che l'Antitrust spinga per una liquidazione in toto di EMI Classics e di Virgin Records, mentre il piano elaborato dalla major capeggiata da Lucian Grainge prevede la messa in vendita di Virgin UK (che ha in catalogo Sex Pistols, Simple Minds e Genesis) ma non di Virgin USA (che include Lenny Kravitz e Janet Jackson).



Alcuni analisti di Wall Street, come il gruppo Barclays European Media, sostengono addirittura che Universal potrebbe essere costretta a cedere metà della EMI; quanto a Virgin, come noto, si è già fatta pubblicamente avanti una cordata composta dal francese Patrick Zelnik, fondatore della Naive, e da Richard Branson, il magnate britannico che creò la Virgin Record nel 1972 e la vendette nel '92 alla EMI per quasi un miliardo di dollari (Branson aveva abbandonato il business discografico dopo avere lanciato la V2, rilevata nel 2007 proprio da  Universal).
 

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