Universal-EMI, Impala prende le distanze dal co-presidente Zelnik

Le dichiarazioni di Patrick Zelnik, discografico francese e copresidente di Impala che in un clamoroso intervento pubblicato sul sito del Financial Times si è dichiarato favorevole alla fusione tra Universal ed EMI, sembrano avere smosso le acque, e creato un solco, all'interno dell'organizzazione delle indies che da sempre contrasta pubblicamente il merger: al settimanale inglese Music Week risulta che nell'ambito del direttivo riunitosi ieri la maggioranza dei membri del board  - 14 su 25, il 56 per cento - abbia votato  a favore di un cambio di strategia  seguendo le indicazioni fornite dal fondatore della Naive. Dal momento però che per deliberare lo statuto dell'ente richiede il 75 per cento dei consensi e che tra i vertici di Impala c'è chi, come Martin Mills del Beggars Group, continua a osteggiare la fusione con tutte le sue forze (avendo anche testimoniato, di recente, davanti al Senato Usa), l'organizzazione non ha cambiato ufficialmente posizione. "A una riunione del consiglio direttivo di Impala avvenuta nella giornata di ieri il board ha deliberato di continuare la sua opposizione alla fusione Universal/EMI, sottolineando la sua preoccupazione che ogni soluzione proposta come rimedio sappia far  fronte alle obiezioni sollevate dalle autorità europee riguardo l'impatto del merger", si legge in un comunicato diramato oggi dall'associazione.

    Le dichiarazioni di Patrick Zelnik, discografico francese e copresidente di Impala che in un clamoroso intervento pubblicato sul sito del Financial Times si è dichiarato favorevole alla fusione tra Universal ed EMI, sembrano avere smosso le acque, e creato un solco, all'interno dell'organizzazione delle indies che da sempre contrasta pubblicamente il merger: al settimanale inglese Music Week risulta che nell'ambito del direttivo riunitosi ieri la maggioranza dei membri del board  - 14 su 25, il 56 per cento - abbia votato  a favore di un cambio di strategia  seguendo le indicazioni fornite dal fondatore della Naive. Dal momento però che per deliberare lo statuto dell'ente richiede il 75 per cento dei consensi e che tra i vertici di Impala c'è chi, come Martin Mills del Beggars Group, continua a osteggiare la fusione con tutte le sue forze (avendo anche testimoniato, di recente, davanti al Senato Usa), l'organizzazione non ha cambiato ufficialmente posizione. "A una riunione del consiglio direttivo di Impala avvenuta nella giornata di ieri il board ha deliberato di continuare la sua opposizione alla fusione Universal/EMI, sottolineando la sua preoccupazione che ogni soluzione proposta come rimedio sappia far  fronte alle obiezioni sollevate dalle autorità europee riguardo l'impatto del merger", si legge in un comunicato diramato oggi dall'associazione.

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