Rockol - sezioni principali

NEWS   |   Industria / 17/07/2012

Zelnik (Naive, Impala) controcorrente: 'Favorevole alla fusione Universal-EMI'

Zelnik (Naive, Impala) controcorrente: 'Favorevole alla fusione Universal-EMI'

Colpo di scena: da sempre personaggio imprevedibile e controcorrente, Patrick Zelnik, co-fondatore dell’etichetta francese Naïve (che pubblica, tra l'altro, i dischi di Carla Bruni) e co- presidente dell’associazione di etichette indipendenti Impala, spiazza tutti dichiarandosi – in contrasto alle pubbliche prese di posizione dell’organizzazione – personalmente favorevole a una fusione tra Universal ed EMI.



In un pezzo scritto di suo pugno, pubblicato sul sito del Financial Times e inequivocabilmente intitolato “Un merger Universal/EMI potrebbe salvare il music business”, Zelnik ricorda di avere combattuto per dodici anni, in seno ad Impala, le concentrazioni nell’industria musicale, ma spiega di avere cambiato idea: “Mentre contemplo la caduta in disgrazia della EMI e il modo in cui è stata violentata dal private equity", scrive, "riesco a immaginare che nelle giuste circostanze questa fusione potrebbe creare un’industria più competitiva, al contempo offrendo agli artisti della EMI maggiore stabilità”.



“L’industria”, ricorda il discografico francese, “ha perso più della metà dei suoi ricavi, EMI è stata presa in scacco dai banchieri, altre grosse società hanno tagliato artisti e personale e le indipendenti, con poche eccezioni, si trovano a combattere per la sopravvivenza (....) In confronto ad Apple, Google e Facebook, tutte le case discografiche sono entità di piccole dimensioni, e le indipendenti sono minuscole".  



L'emergere di una casa discografica forte e dal catalogo ampio come Universal EMI, secondo Zelnik, potrebbe a questo punto servire - nel rispetto di determinate condizioni - a controbilanciare i rapporti di forza con i grandi operatori del settore digitale: "Potremo usare l'acquisizione (di EMI) da parte di Universal come un modello per creare una concorrenza online che rifletta lo stato del commercio discografico ai tempi in cui godeva di ottima salute, quando cioè rivenditori specializzati, indipendenti e grande distribuzione avevano un accesso facile e non discriminato a tutto il repertorio. Emulare questa situazione online potrebbe dare un enorme impulso alle vendite digitali e alle opzioni di streaming".  



"Qualcuno non sarà d'accordo con me", ammette il co-presidente di Impala, "tuttavia ricordiamoci che la Sony ha patito le conseguenze del suo rifiuto di trovare una soluzione alle sfide dell'era digitale: oggi, come entità conseguente a una fusione, non è più grande di quanto fosse prima di acquistare BMG e Jive. E l'opposizione degli indipendenti alle fusioni del passato ha fatto sì che fondi pensione e private equity sovrapagassero le case discografiche in qualche caso gestendone gli asset in modo scorretto. I consumatori ci hanno perso, e ci hanno guadagnato i pirati". "Oggi", conclude Zelnik, "possiamo cambiare questa situazione. Faccio appello a tutte le parti in causa affinché si crei un nuovo forum pro crescita all'interno dell'industria - senza gli interessi personali degli enti attualmente esistenti - in modo da bilanciare il mercato tra major e indipendenti e assicurare che i titolari dei contenuti, gli imprenditori creativi, gli artisti e i consumatori possano tutti trarre vantaggio dalle opportunità create da Internet. Chiedo alle autorità antitrust di portare Universal e le indipendenti a un tavolo per risolvere i problemi relativi alla concorrenza e mostrare al mondo che hanno la capacità immaginativa di trasformare le industrie in difficoltà".