Il verdetto dei quotidiani italiani: viva il pettegolezzo, abbasso la musica

Ce n’eravamo accorti tutti da tempo: i quotidiani italiani non amano la musica. La snobbano, la maltrattano e la riscoprono solo quando offre il pretesto di notizie pruriginose, drammatiche o scandalistiche.
Ed oggi quella che è da tempo una convinzione diffusa tra addetti ai lavori ed appassionati viene confermata in pieno da un’indagine commissionata dall’Agis (l’associazione delle imprese dello spettacolo) che analizza in dettaglio i contenuti delle pagine spettacoli delle principali testate quotidiane.
I primi dati della ricerca, anticipati dal “Giornale dello Spettacolo” nel numero del 30 gennaio scorso, rivelano che lo spazio dedicato alla musica leggera dai principali quotidiani nazionali (calcolato in percentuale sul totale riservato alle pagine spettacoli) si è ridotto drasticamente nell’arco degli ultimi cinque anni, dal 13,8 per cento del ‘93 all’8,57 per cento del 1997.
Ancora peggio vanno le cose per la musica classica: in questo caso gli spazi si sono dimezzati, passando dal 6,86 al 3 per cento dello spazio disponibile.
La musica, come il cinema, paga lo strapotere della televisione, a cui i giornali nazionali dedicano uno spazio che in cinque anni è cresciuto dal 10,6 al 16,4 per cento. Ma fanno la loro parte anche le inserzioni pubblicitarie, che oggi divorano in media il 25,7 per cento dello spazio disponibile.
Come detto, cantanti e musicisti, solitamente snobbati da direttori e capiredattori, diventano improvvisamente protagonisti solo se al centro di vicende piccanti o di cronaca rosa. E’ proprio il “gossip”, infatti, il protagonista della escalation più impressionante all’interno di quelle che erano un tempo le pagine destinate all’approfondimento culturale: e sono appunto la cronaca rosa e il pettegolezzo, sottolineano i dati dell’Agis, il cuore di quelle “altre” notizie che oggi occupano il 12 per cento delle pagine spettacoli dei giornali, contro il 3,22 per cento appena di cinque anni fa.
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