On-line il nuovo Napster: ma le major lo snobbano

On-line il nuovo Napster: ma le major lo snobbano
Giovedì 10 gennaio segna la data di nascita del nuovo Napster, parente forse non troppo stretto del servizio di “file sharing” che spopolò fino all'anno scorso, seminando il terrore tra le case discografiche in virtù di un software che permetteva di copiare e scambiare gratuitamente musica su Internet (senza che i legittimi titolari ne venissero in qualche modo ricompensati, vedi news).
“Quel” Napster, ridotto a più miti consigli da una lunga ed estenuante querelle in tribunale (vedi news), oggi non c'è più, e la sua nuova versione ripulita e corretta intende proporsi ora come possibile alleata delle major discografiche. Le quali, per il momento, fanno però orecchie da mercante: gli oltre 100 mila file audio disponibili in questa prima versione sperimentale del servizio sono stati concessi in uso (gratuito) da etichette indipendenti o da singoli artisti, mentre non c'è ombra del repertorio delle maggiori etichette. Il test non è liberamente aperto al pubblico, ma riservato per il momento a 20 mila utenti scelti casualmente tra gli oltre due milioni di persone che per e-mail avevano dichiarato la loro disponibilità a partecipare all'esperimento.
Il nuovo servizio offre due tipi di file, affiancando ai tradizionali MP3 brani compressi nel nuovo formato “.nap”, che il fondatore di Napster, Shawn Fanning, descrive essenzialmente come degli MP3 contraddistinti da un sistema di protezione che ne impedisce la copia dal computer o la duplicazione su CD-R; lo stesso Fanning ha sottolineato che, pur avendo conservato sostanzialmente il programma di base, i tecnici di Napster ne hanno riscritto quasi per intero i codici in modo da migliorare le funzionalità di una piattaforma che mette a disposizione degli utenti un player per la riproduzione di musica, servizi di instant messaging, chat room ed un bottone di link automatico al sito di CDNow per l'acquisto degli album che contengono i brani scaricati dal cliente (il sito di e-commerce fa capo a Bertelsmann/BMG, che è anche uno dei maggiori finanziatori di Napster, vedi news); successivamente il sito dovrebbe anche potenziare i suoi contenuti informativi, fornendo note dettagliate su ciascun brano disponibile, biografie e discografie degli artisti nonché “consigli per gli acquisti” formulati dallo staff della società.
La “beta version” appena lanciata in rete è gratuita, ma la versione definitiva del servizio (che dovrebbe debuttare entro fine marzo) dovrebbe costare tra i 5 e i 10 dollari in cambio di 50 download al mese (senza limiti sull'ammontare totale di file che ciascun utente può conservare in archivio), stando alle prime anticipazioni fornite dall'amministratore delegato della società californiana, Konrad Hilbers. Il quale ha però precisato che il lancio definitivo è subordinato all'accesso ai cataloghi delle major: “Non c'è una resistenza incondizionata da parte di nessuna delle major”, ha detto Hilbers, lasciando intendere che i negoziati con le “cinque sorelle” della discografia continuano, ma che non necessariamente condurranno ad un esito positivo.
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