Patti Smith: 'Finalmente in Italia. Qui mi sento a casa mia'

Patti Smith: 'Finalmente in Italia. Qui mi sento a casa mia'

E' possibile trasformare un rituale routinario come una conferenza stampa in un momento di riflessione, di passione, di compartecipazione, di intenso scambio emotivo? E' possibile, se ti chiami Patti Smith, hai la sua storia, la sua umanità, la sua lucida intelligenza, il suo carisma e il suo dono nell'uso della parola. Soprattutto se, prima di accommiatarti dalla platea di assessori e giornalisti accorsi nella Sala degli Affreschi della sede della Provincia di Milano per ascoltarla, reciti una versione  riadattata e da brividi di "People have the power" come un talking, per incitare chi ti ascolta a essere padrone del suo destino e a far sentire la propria voce.

 

La sua, di voce, oggi è leggermente offuscata da un raffreddore, e Patti si scusa subito per quel tono "un po' ridicolo". Ma, assicura subito, "per il concerto di domani (al festival Collisioni di Barolo, prima tappa di un lungo tour italiano in dieci date che comprende quella del 23 luglio alla Villa Arconati di Bollate che è venuta a oggi a presentare), sarà a posto".

"Oggi", ci tiene a sottolineare, "è il mio unico giorno di riposo del tour, e sono felice di trascorrerlo qui perché in Italia mi sento a casa. E' stato un tour lungo e difficile: tanti concerti, freddo e pioggia, e magari ti capita di ritrovarti  da sola in un campo o su un bus.   Non sono gli show a essere faticoso, ma è lo stile di vita on the road che è diventata una sfida per me. La mia band (Lenny Kaye voce e chitarra, Jay Dee Daugherty batteria, Tony Shanahan basso, piano e voce, Jack Petruzzelli chitarre) è felice di essere qui perché in Italia non si corre il rischio di mangiare male". Dette da altri, le sue dichiarazioni d'amore per l'Italia suonerebbero banali frasi di circostanza; dette da lei suonano sincere e appassionate. E così le parole  che dedica a Milano: "Di questa città adoro l'architettura fiorente e i giardini nascosti dove non te lo aspetti. I suoi tram, la Scala, L'ultima cena di Leonardo. Il Grand Hotel et de Milan, dove Giuseppe Verdi trascorse i suoi ultimi anni di vita. E la gente, che è molto calorosa: Milano mi ispira sempre a scrivere buone cose. Del resto, ogni volta che vengo in Italia trovo qualcosa di speciale: si tratti di una chiesa, di un vino, di un tartufo o di un'opera architettonica. Ho un bellissimo ricordo anche del mio precedente concerto a Villa Arconati (sedici anni fa): era la prima volta che mi esibivo in una villa, ricordo che mi fecero vedere un'enorme e straordinaria statua che raffigura Cesare".



I concerti italiani la vedranno cimentarsi anche con il repertorio di Giorgio Gaber, il 21 luglio a Viareggio, mentre il 15 luglio la (ex) sacerdotessa del punk parteciperà a Bologna al Concerto per la Memoria in ricordo delle vittime di Ustica.

Occasioni speciali e diverse dal solito. "Un concerto diventa speciale grazie alla gente. Posso pensare di aver fatto una buona improvvisazione, ma alla fine quel che conta è l'energia che ti trasmette il pubblico. Soprattutto quando vedi tanti giovani che ti donano il loro cuore. Di Gaber sto approfondendo la conoscenza: quello che ho scoperto è che si trattava di un artista molto amato dalla gente, dotato di una lucidità straordinaria nel descrivere la condizione umana e del coraggio di esprimersi liberamente. Un artista onesto nel manifestare il suo pensiero: le cose che ho letto di lui, in particolare 'Io come persona', mi ricordano quel che io e il mio compianto marito Frederick scrivemmo in 'People have the power', e quello potrebbe essere uno degli omaggi che gli farò. Con il concerto di Bologna, invece, voglio esprimere la mia solidarietà alle famiglie che in quel terribile incidente aereo hanno perso le persone amate, amici e parenti. So bene che ci sono domande rimaste inevase, ma la mia non è una presa di posizione politica, semmai umanistica: quando il governo non le assicura giustizia, la gente può fare da sé per ricordare: con un museo, un monumento, una preghiera, un concerto".



Un'altra tragedia, quella della nave da crociera Costa Concordia, si lega a doppio filo alla genesi del suo ultimo album "Banga": "Non sono il tipo da crociera, e mi ci sono ritrovata per partecipare ad alcune sequenze di un film di Jean-Luc Godard.

Ma in quei giorni di permanenza a bordo ho avuto tempo di perlustrare i dieci piani di quella nave enorme,  vedere tante famiglie felici che si godevano la loro vacanza: per molti era la prima occasione di viaggiare.  Sono rimasta scioccata da quel che è successo, mi spezza il cuore pensare al dolore di quelle persone, al danno ecologico provocato dal naufragio, alla sorte della piccola Dana. Allo stesso tempo sono grata di avere trascorso quei giorni a bordo, provo un senso di nostalgia perché gran parte di 'Banga' è stato concepito lì". E ha con l'Italia molteplici connessioni: " 'Seneca' l'ho scritta proprio sulla Costa Concordia. E anche  'Amerigo' e 'Constantine's dream', il pezzo più ambizioso del disco, hanno molto a che fare con l'Italia. Su quel brano ho voluto la voce di Stefano Righi, un artista di Modena che mi ha portato in giro  facendomi vedere molte delle opere d'arte che mi hanno ispirato. E' un umanista, mi è sembrato la persona giusta per recitare quella preghiera".



Uno dei tanti amici che intrecciano il loro percorso con quello di Patti, in questi anni. Insieme a star come Michael Stipe e Johnny Depp. "Come me, Michael è molto appassionato d'arte, so che ora si sta dedicando particolarmente alla scultura. E' un amico, e ogni qualvolta vorrà salire sul palco con noi sarà il benvenuto. Johnny è un fratello, ci siamo   conosciuti cinque anni fa: venne a un concerto ed entrammo subito in sintonia. Ridiamo spesso, pensando a cosa direbbe la gente se sapesse che tra noi parliamo di arte, di libri e di letteratura. Eravamo insieme a Portorico, e l'intro di 'Banga' è il demo in cui suona tutto lui, basso, chitarra e batteria. 'Nine', uno dei miei pezzi preferiti del disco, è un omaggio che ho scritto per il suo compleanno che cade il 9 di giugno. La versione finale è impreziosita dalla squisita chitarra di Tom Verlaine".



Musica, arte, poesia: per la Smith più che mai mondi che si intrecciano tra di loro. "Sono cresciuta nella tradizione dei tardi anni Sessanta, quando la poesia incontrava il rock'n'roll: Jimi Hendrix amava la poesia, e così Dylan, John Lennon, Neil Young. E Jim Morrison, il Principe dei Poeti.

Aveva un'energia naturale e una predisposizione all'esibirsi in pubblico che me lo fa sentire vicino. La poesia si crea in solitudine, fonderla con il rock'n'roll contribuisce a darle una forma fisica. Una delle cose belle del rock  è di avere contribuito ad espandere la cultura, che per me significa compartecipazione tra gli artisti e la gente. Un pezzo come 'Banga' si basa su un solo accordo, lo può suonare anche un bambino e in questo sta la sua forza.Questo è un periodo di transizione, in cui la cultura viene reinventata e ridefinita, e io non mi sento in grado di esprimere giudizi sul suo stato: sono una persona del XX secolo che fatica a tenere il passo con il XXI secolo.Quel che posso dire è che arte e cultura, nella loro forma più genuina, non hanno nulla a che vedere con il desiderio di fama e ricchezza. Nascono sempre da una visione, dalla compassione umana. Certo, per costruire una cappella votiva o per finanziare un film ci vuole del denaro.ma è la ricchezza dell'anima, non quella materiale, che dà origine all'impulso creativo. Perché i giovani oggi guardano ai grandi maestri del passato? Perché cercano la sostanza, delle risposte che la società materialista e il benessere non sanno dargli. Era così anche per noi, quando avevamo la loro età: eravamo poveri, non ci interessavano i beni materiali ma la pace, la fratellanza, il desiderio di comunicare. E' giusto guardare al passato ma i giovani di oggi, come quelli di ieri, devono avere fiducia in se stessi e trovare dentro di sé le risposte". Per questo Patti non accetta di esprimere il suo giudizio sulla situazione politica, italiana e americana. "Non sono un politico. Sono un essere umano e un cittadino, e le mie idee non sono più importanti di quelle di chiunque altro. Se sono delusa da Barack Obama? Sì, per l'escalation del coinvolgimento in Afghanistan e perché non ha tenuto fede a molte delle promesse che aveva fatto. D'altra parte mi rendo conto che era legato mani e piedi, e che oggi l'America è molto divisa. Ma lo voterò di nuovo, se avrà modo di esercitate un secondo mandato avrà meno vincoli".



Parla molto più volentieri dei figli, che collaborano al nuovo disco e in diverse occasioni sono saliti sul palco con lei ("Jason è un grande chitarrista, e Jesse è una ottima pianista. Suoniamo insieme, tutti e tre, in 'After the gold rush', la cover di Neil Young") e anche della sua partecipazione all'ultimo Festival di Sanremo, a fianco dei Marlene Kuntz per la riproposizione di "Impressioni di settembre" della PFM. "Di Sanremo mi hanno colpito molto le nuvole, tanto che ho dedicato loro una poesia. Ma immagino vogliate sapere del Festival...Beh, non sapevo se ero qualificata per partecipare a quell'evento e cosa ci si aspettava che facessi. Ma ho apprezzato molto l'accoglienza, la complicità e il cameratismo di staff e organizzatori, oltre alla possibilità di interpretare quella bellissima canzone. A volte le esperienze in tv sono terribili e ci si sente molto stupidi. A proposito, voi mi avete visto? Come sono andata?".
 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.