NEWS   |   Industria / 12/07/2012

Direttiva europea sulle collecting, gli artisti inglesi non si sentono tutelati

Direttiva europea sulle collecting, gli artisti inglesi non si sentono tutelati

La proposta di direttiva formulata ieri, 11 luglio, dalla  Commissione Europea ai fini di una riorganizzazione radicale del modus operandi delle società di collecting che rappresentano autori, artisti e case discografiche  sul territorio continentale, ha già prodotto reazioni contrastanti. Positive, e improntante alla "volontà di collaborazione", quelle espresse da organizzazioni di categoria come l'organismo transnazionale delle società degli autori GESAC (cui aderisce anche la SIAE), la PRS inglese e la SCF italiana ("Il nostro consorzio", ha dichiarato il presidente di quest'ultima Enzo Mazza, "ha già in essere regole di trasparenza e meccanismi di controllo avanzati e in linea con le disposizioni comunitarie, anche con riferimento alla non esclusività dei mandati, e accogliamo pertanto con favore l'armonizzazione proposta da Bruxelles"), decisamente più critiche quelle manifestate dagli artisti. In un documento firmato tra gli altri da Nick Mason dei Pink Floyd e da Ed O'Brien dei Radiohead, la lobby inglese Younison  sostiene infatti che "con l'eccezione dello sfruttamento della musica online....la direttiva ignora tutte le nostre richieste e assicura che, anche in era digitale, vengano consolidati gli stessi arcaici e opachi sistemi di redistribuzione" (dei compensi).



La direttiva proposta dalla Commissione (che, per diventare operativa, dovrà essere approvata dal Parlamento Europeo e dai singoli stati membri) intende liberalizzare e rendere più competitivo il mercato del collecting e della tutela del copyright al fine di velocizzare il pagamento delle royalty ad autori e interpreti delle opere e di facilitare l'ottenimento delle licenze da parte delle piattaforme e dei servizi digitali che operano a livello transnazionale. Younison, d'altra parte, critica la disposizione che permetterebbe alle agenzie di raccolta di trattenere le somme incassate  per 24 mesi (non più di 12 mesi, invece, nel settore online), così come l'omissione dal testo di condizioni e limitazioni alle deduzioni che le società stesse possono applicare per finalità "sociali e culturali".