Le rockstar in Borsa: i nuovi ‘Wall Street Fighting Men’

Le rockstar in Borsa: i nuovi ‘Wall Street Fighting Men’

I cantanti rock che un tempo si definivano ‘Street Fighting Men’ oggi sono pronti a diventare ‘Wall Street Fighting Men’.

Dopo che Bowie (da sempre un precursore) ha lanciato l’idea e l’ha concretizzata guadagnandoci 55 milioni di dollari, si è aperta un’era nella storia del rock. Charles Koppelman, ex amministratore delegato della EMI, ha avviato una joint venture tra la sua società, la CAK Entertainment, e la Prudential Securities, per emettere obbligazioni legate all’andamento dei dischi. La Prudential ha fornito a Koppelman un ‘piccolo’ anticipo di 200 milioni di dollari, che verranno prestati alle star in cambio della garanzia di cospicue vendite e ricavi legati alle royalties. La Prudential provvederà poi a consolidare i prestiti, convertendoli in obbligazioni poi vendute agli investitori, esattamente come ha fatto con l’obbligazione David Bowie e come la Nomura ha fatto con Rod Stewart. “Pensiamo di raccogliere liquidità per un miliardo di dollari entro la fine del 1998”, ha detto Koppelman. “Il gioco è semplice; andiamo dagli artisti e li facciamo guadagnare senza che debbano mettere soldi loro: proprio come da sempre fanno i ricchi per fare i soldi”. “We’re only in it for the money”, disse Frank Zappa, ma neanche lui forse immaginava quanto. .

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