Benn (Reading, Latitude Festival): 'Vietare il bagarinaggio sui concerti'

Benn (Reading, Latitude Festival): 'Vietare il bagarinaggio sui concerti'

Cresce, nel Regno Unito, la pressione dell'industria musicale per una legge che regoli il secondary ticketing , il fenomeno della compravendita di biglietti di concerti e spettacoli attraverso siti specializzati che lucrano sulle transazioni.
 


In un articolo pubblicato qualche giorno fa sull'Independent, il managing director dell'agenzia Festival Republic che organizza il festival di Reading, quello di Leeds e il Latitude, Melvin Benn, ha invocato l'abolizione del bagarinaggio, anche online, dai grandi eventi live che hanno luogo sul territorio britannico. Nel suo intervento Benn si chiede perché le compravendite di biglietti a fini di lucro siano vietate nelle partite di calcio e  rigorosamente controllate per quanto riguarda le imminenti Olimpiadi e Paraolimpiadi di Londra, mentre la musica dal vivo resta un settore di mercato senza tutele in cui fioriscono le speculazioni a danno dei consumatori.



"Il governo si è scrollato di dosso il problema sostenendo che il bagarinaggio è un fastidio da cui la gente può tenersi lontana", scrive Benn. "D'altra parte si ignora il fatto che più a lungo il mercato secondario dei biglietti rimane senza regole, più assisteremo all'emergere di un'economia a due velocità nel campo delle arti e della cultura". Il promoter ricorda anche che i profitti del secondary ticketing finiscono direttamente nelle tasche dei bagarini, "che su di essi non pagano tasse".



La sua proposta? Benn è contrario alle misure suggerite dal ministro della Cultura Jeremy Hunt che vorrebbe far stampare sui biglietti una foto identificativa del possessore ("così si rischia di eliminare gran parte del divertimento e della spontaneità che sono elemento integrante dell'esperienza di andare a un festival o a un concerto. Sarebbe come chiedere al governo il permesso di far festa"), e si accoda invece alla soluzione già prospettata dal deputato laburista Sharon Hodgson: un margine massimo del10 per cento sulla rivendita dei biglietti rispetto al prezzo nominale. "Se una legislazione ha dimostrato di funzionare per le Olimpiadi, può anche funzionare per i festival e i promoter musicali".
 

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