Edizioni, dopo il sì degli Usa completata la fusione Sony/EMI

Edizioni, dopo il sì degli Usa completata la fusione Sony/EMI

Il consorzio composto da Sony Corporation of America, gli eredi di Michael Jackson, Mubadala Development Company, Jynwel Capital, GSO Capital Partners (gruppo Blackstone) e David Geffen ha completato le procedure di acquisizione della società di edizioni musicali EMI Music Publishing da parte di Citigroup poche ore dopo avere ottenuto l'approvazione dell'operazione (valore 2,2 miliardi di dollari) da parte della Federal Trade Commission americana. In seguito all'atto di compravendita, Sony/ATV (joint venture tra Sony e gli eredi di Michael Jackson detentrice, secondo indiscrezioni, del 38 per cento del capitale) riceverà l'incarico di amministrare un catalogo che - detratti i copyright di Virgin Publishing, di Famous Music e degli artisti che Sony/ATV ha accettato di liquidare in cambio del via libera degli organi antitrust- aggiunge 1,3 milioni di brani ai 750 mila  già controllati dalla major editoriale. 

 

Tra gli artisti esclusi dal merger figurano Duffy, Bryan Ferry, Culture Club, Devo, Fine Young Cannibals, Iggy Pop, Lenny Kravitz, Liam Howlett (Prodigy), Richard Ashcroft, Robbie Williams, Soul II Soul, Tears For Fears, Terence Trent D'Arby, Ben Harper, Goo Goo Dolls, Ozzy Osbourne, Kurt Cobain, John Barry, Jim Steinman, Tool, Crystal Method, Mark Ronson, Placebo, Kooks, Ian Dury e Gary Barlow, Jason Orange e Howard Donald dei Take That.  

Qualche giorno prima della pubblicazione della decisione della FTC, l'Unione Europea aveva reso pubbliche le motivazioni del suo precedente ok al merger, motivandole con il fatto che Sony/ATV ed EMI Publishing rimarranno sotto il controllo di strutture proprietarie distinte e che quest'ultima farà capo a due diversi consorzi: il primo, chiamato Nile Acquisition LLC o Sony Sub, comprende Sony e gli eredi di Jackson; il secondo, Nile Acquisition Holding Co. Ltd o EMI West, è composto da Mubadala, Jynwel, GSO e altri investitori.



Secondo le stime dell'Unione, Sony/ATV ed EMI supereranno il 40 per cento di quota di mercato solo in Romania, mentre la market share oscillerà tra il 30 e il 40 per cento nel Regno Unito e in altri sei Paesi; in Europa, complessivamente, la quota dovrebbe aggirarsi intorno al 25 per cento.
 


Il giudizio della UE è stato messo in discussione dall'associazione di etichette indipendenti Impala, secondo cui la decisione è stata raggiunta senza verificare sul mercato l'efficacia delle sanatorie concordate con l'Antitrust, e senza istruire un'indagine più approfondita come quella disposta a riguardo della fusione discografica in corso tra la stessa EMI e Universal Music.
 

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