E’ successo nel 2001: 29 ottobre

E’ successo nel 2001: 29 ottobre
Credits: Emanuela Bonetti
Max Gazzé, l’istintivo della musica (29 ottobre 2001)

Ad incontrarlo faccia a faccia, Max Gazzé dà subito l’impressione di essere una persona che dietro al “naso male aggiunto agli occhi”, come recita in una delle sue ultime canzoni, nasconda un mondo a sé stante pieno di ironia, sensibilità e surreale bellezza. Come l’astronave di cemento e acciaio di “Eclissi di periferia”, che alzandosi da terra si lascia dietro pezzi di fondamenta e fazzoletti che sventolando nel vento salutano il mondo intorno, Max Gazzé si dà alle persone, anche quelle sconosciute, con grande entusiasmo e sincerità. Oggi, lunedì 29 ottobre, il cantautore de “La favola di Adamo ed Eva” ha lasciato la sua Roma per incontrare Rockol in una Milano già coperta da un gelido cielo autunnale. Il suo quarto album, “Ognuno fa quello che gli pare?”, comincia dal titolo. Una riflessione personale che, come tutte le canzoni di Max Gazzé, si concretizza nella mente e diventa palpabile grazie alla forza delle parole. “In un periodo come quello attuale, un titolo come questo mi sembrava appropriato. Ma il titolo è qualcosa che scelgo alla fine, forse un po’ forzatamente, per dare un tetto alle canzoni raccolte in un disco. ‘Ognuno fa quello che gli pare?’ è significativo proprio perché termina con un punto interrogativo, che sulla copertina è colorato di rosso. Nessuno sa dire quale sia la verità, nessuno sa quanto libero sia l’uomo. E’ questo il paradosso”. Dopo il successo di canzoni come “Cara Valentina” e “Il timido ubriaco”, Max Gazzé è tornato, forse con più consapevolezza rispetto al passato recente, a comporre in modo istintivo. “Ognuno fa quello che gli pare?” è una raccolta di canzoni concepite come piccoli satelliti indipendenti ma, al tempo stesso, collegati gli uni agli altri da un sottile e invisibile filo rosso. Nel disco convivono accostamenti quasi assurdi – se non fossero veri – come il ritmo jungle/techno di “Megabytes” affiancato ad un tappeto di mandolini in sottofondo, agli archi classici nel dramma di “Niente di nuovo” fino al folk di “Il debole fra i due”, dove Gazzé viene aiutato dalla voce suadente e calda di Paola Turci. “Le collaborazioni con Paola Turci e Carmen Consoli, che con me duettano nei brani ‘Niente di nuovo’ e ‘Il motore degli eventi’, sono nate con estrema naturalezza, perché entrambe sono delle care amiche. Proprio la scorsa sera qui a Milano ci siamo visti tutti e tre a casa di Paola, dove abbiamo chiacchierato, composto una canzone e assaggiato dei buonissimi involtini di melanzane; naturalmente fatti da Carmen, perché lei è un’ottima cuoca. Questo è ciò che non deve mancare nella vita delle persone: la semplicità delle piccole cose e la speranza che ognuno si possa ritagliare un’esistenza degna di essere vissuta. La vita frenetica di oggi è inconcepibile, l’omologazione fa spavento”. Max Gazzé, parafrasando il titolo del suo nuovo lavoro, sembra essere riuscito a “fare ciò che gli pare” nella sua vita. Quando gli viene rivolto il quesito sorride sotto i baffetti nerissimi e scoppia a ridere. Racconta della sua casa in campagna, alle porte di Roma, dei suoi animali domestico-selvatici, del suo grande pappagallo rosso “che non vive in gabbia, e vola posandosi sugli alberi del mio giardino” e della sua famiglia. Un’immagine che riporta subito la mente al video di “Non era previsto”, dove Gazzé fa la parte del giardiniere stralunato recitata da un commovente Peter Sellers in “Oltre il giardino”. Perché in fondo, come spiega lo stesso Gazzé, “su questa terrà c’è bisogno di appellarsi più spesso al sogno”.
Dall'archivio di Rockol - I Campioni del 68° Festival di Sanremo: Max Gazzè racconta "La leggenda di Cristalda e Pizzomunno"
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