E’ successo nel 2001: 15 maggio

E’ successo nel 2001: 15 maggio
La doppia vita senza parole di Ivano Fossati (15 maggio 2001)

Ivano Fossati ha perso le parole. Non metaforicamente, ma letteralmente: il suo nuovo progetto si intitola “Not one word”, ed è il disco strumentale cullato da tempo e annunciato già un paio di anni fa, quando uscì l’ultimo album di canzoni, “La disciplina della terra”.
Una doppia vita per il cantautore ligure, marcata dall’intestazione del disco, “Ivano Fossati Doublelife”. “L’ho chiamato così”, spiega Fossati a Rockol, “intanto perché questo progetto andrà avanti. Intendo Double Life come un’entità artistica diversa da me che scrivo canzoni. Era per dare un segnale netto non di un autore di canzoni che si mette al pianoforte e scrive anche della musica, ma di uno che reinventa completamente la propria vita artistica. Io credo che, se mi riuscirà, porterò avanti queste due maniere di esprimermi, una con la parola, una con la musica”.
“Al di sotto di sintomi come le introduzioni strumentali ai brani nei concerti”, continua Fossati per ricostruire il percorso che ha portato a “Not one word”. “c’era il desiderio di fare questo salto. Un salto che non è piccolo, ma grande: la rinuncia alla parola è una svolta enorme per uno che ha scritto canzoni per trent’anni. Scrivere canzoni significa scrivere pensieri più o meno riusciti, più o meno alti, ma sempre pensieri. Significa quindi usare le due ruote dell’espressione musicale, testo e musica. Non si decide di diventare musicista, ma di usare una sola di queste due ruote. E, poi, nel mio caso, sono riuscito a fare quello che desideravo dall’inizio della mia carriera: io volevo suonare, mi sono sempre considerato uno che, cantando, aveva sbagliato mestiere. Può darsi che a cinquant’anni abbia riequilibrato questa situazione. Se per tutti questi anni ho desiderato fare una cosa di questo genere, significa che c’era una brace forte che covava.”
In “Not one word”, il cui titolo apparentemente perentorio è invece fortemente ironico, riaffiorano diverse influenze già filtrate nella canzone fossatiana, dalla musica da film ai pianisti jazz al tango. “Quando si apre di fronte questa enorme finestra”; spiega Fossati, “e si realizza che si ha di fronte tutto il possibile musicale, si è una situazione pericolosissima... E’ come se i tuoi binari, stretti e rigorosi, fossero saltati. In questa meravigliosa selva di cose che ti attirano, bisogna trovare la propria strada espressiva. E’ stato difficilissimo, ma anche uno dei lavori più entusiasmanti che abbia fatto negli ultimi anni”.
“Not one word”, che esce per quella Sony Classical che ha già pubblicato lavori di Franco Battiato, Joe Jackson e Ryuichi Sakamoto, non verrà portato su un palcoscenico. E, quanto ai prossimi progetto, Fossati spiega che il prossimo disco di canzoni non è previsto prima del 2003. Nel frattempo, giovedì 17 tornerà in televisione, a “125 milioni di caz..zate”, dal suo “amico Celentano”, per cui ha scritto “Sono un uomo libero”, pezzo portante di “Esco di rado e parlo ancora meno”.
“In Tv ci vado così di rado ed è l’unico modo per farlo”, racconta Fossati. “Vado a trovare Celentano: il concetto è questo. Ci siamo conosciuti di recente, ma siamo diventati parecchio amici. E’ come se andassi in visita a casa di un amico. Poi cosa succederà, credo che si saprà solo dieci minuti prima di andare in scena...Probabilmente canteremo ‘Sono un uomo libero’, ma non so dirlo con certezza”. “Cantare questa canzone sarebbe stato un serio problema giovedì scorso”, continua Fossati, facendo riferimento all’uso elettorale che si è fatto del brano. “Questa settimana c’è la libertà riconquistata di cantare quello che ci pare, perché negli ultimi mesi andare dovunque significava stare attenti ad ogni cosa che si diceva o si cantava. Adesso, con buona pace di chi ha vinto e perso, siamo tutti più tranquilli...”
Dall'archivio di Rockol - racconta Giorgio Gaber
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