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NEWS   |   Industria / 02/06/1998

Sanremo, niente superospiti: i commenti.

Sanremo, niente superospiti: i commenti.
Parla l'industria, divisa.

Il giorno dopo, è sempre il giorno delle polemiche. La bandiera bianca alzata da RaiUno di fronte alla latitanza di star italiane trova divise le due associazioni delle case discografiche.
Soddisfatta la FIMI: "Una scelta che garantisce la dignità e il rispetto degli artisti in gara. Un conto era chiamare i big che avevano avuto dischi ai primi posti delle classifiche in Italia, un conto era scegliere un artista qualunque. Quando abbiamo sottoscritto il regolamento, volevamo usare Sanremo come una vetrina per promuovere altri artisti oltre a quelli in gara. Se questi artisti, però, non erano disponibili, meglio rinunciare. Ci conforta che la scelta della Rai vada meno verso la direzione circense e più verso il rispetto degli artisti: è un segno valido anche per il futuro del Festival, che non deve pensare solo all'Auditel, e non deve essere un baraccone circense ma una rassegna di musica".
Insoddisfatta invece l'Afi, associazione "rivale": "Esprimiamo il nostro rammarico per l'accordo mancato. Amiamo troppo il Festival per abbandonarlo in questo momento" ha dichiarato Franco Di Donato, presidente dell'associazione; "dobbiamo dire che dovremo lavorare, sin d'ora, affinché non si verifichi più una situazione di questo genere. A partire da marzo cercheremo di prendere impegni con i cantanti, impegni scritti con sanzioni per chi non li rispetta; se vogliamo evitare che come quest'anno Sanremo rischi di essere un superspot per big stranieri".


Renato Serio: 'La rinuncia ai superospiti era prevedibile"

Renato Serio, uno dei tre componenti della Commissione artistica di Sanremo, non è stupito dal naufragio dell'idea dei superospiti.
"Era prevedibile. La partecipazione dei cosiddetti superospiti al Festival di Sanremo poteva suscitare dei malumori tra i cantanti, come hanno testimoniato le perplessità degli artisti contattati. Forse ci voleva chiarezza e determinazione nel garantire agli artisti la possibilità di andare al Festival tranquillamente, senza causare invidie tra colleghi. Il fatto è che molti degli artisti interpellati in passato hanno preso parte al Festival. So che Renato Zero, ad esempio, temeva di essere guardato come un intruso. Rai e case discografiche avrebbero dovuto riflettere e cautelarsi in questo senso. Forse il regolamento ha una formula ambigua, ma la strada per il futuro è proprio quella dei superospiti italiani, magari scegliendo di convocare quelli meritevoli, anche più di tre, per un premio all'attività. Il problema non sono gli stranieri: chi vende milioni di copie deve misurarsi con loro anche per ragioni di crescita professionale. Anche per dimostrare che americani e inglesi non sono proprio tutti dei fuoriclasse".


Enzo Jannacci: 'Ma perché un pirla di superospite dovrebbe essere meglio di me?'

Curiosamente, in questa faccenda dei superospiti nessuno sembra pensare ai cantanti in gara, che non sono esattamente dei debuttanti. Tra loro c'è anche un veterano come Enzo Jannacci. Che sbotta: "Non ho capito: ma io valgo meno di un pirla qualunque che viene a fare il superospite a Sanremo? A me hanno chiesto di partecipare e ci vado, con una canzone in cui credo, dopo aver superato una specie di esame per essere ammesso. La Rai ci teneva molto, ai superospiti? Peggio per loro. Ho sentito dire che stavano cercando Nek: ma andiamo... Cosa hanno di meno un fenomeno come Antonella Ruggiero, Ron o Paola Turci, che sono in gara? Già abbiamo tutti questi stranieri: io ho girato i festival degli altri Paesi, provate a proporre venti cantanti italiani come ospiti e vedete i calci che arrivano. E poi i superospiti possono essere Barbra Streisand e Pavarotti, mica tutti. Quella dei superospiti italiani è stata una scelta sbagliata fin dall'inizio".


Ruggeri: 'Eros ha fatto bene a dire di no a Sanremo'

Enrico Ruggeri, vincitore di due Festival, trova che quella dei superospiti fosse "un'idea nata male, gestita malissimo e finita peggio. L'inserimento nel regolamento della clausola del primato in hit-parade è stata una scelta determinata dalla sete di audience. La Rai non ha calcolato che i cantanti, in gara e fuori, si sarebbero trovati in una posizione molto sgradevole. Il fatto che si sia parlato dell'arrivo di superospiti ha anche indebolito pesantemente il cast di quelli in gara. Io non ci sarei andato comunque, aspetto anni migliori per tornarci. Ma anche come superospite mi sarei sentito imbarazzato: figuriamoci, io già ero a disagio quando, da big, dovevo andare a cena con una 'Nuova Proposta'. Speriamo che tolgano questa storia dei superospiti italiani che riporta il Festival indietro di vent'anni, al periodo buio, quando in gara c'erano dei carneadi. Io personalmente ho sconsigliato Eros Ramazzotti di andare: un artista del suo livello si sarebbe trovato in imbarazzo a fare il superospite. La verità è che la discografia si è fatta scippare il festival dalle esigenze televisive".


Maffucci (RaiUno): 'Abbiamo detto a Morandi, Zero e Patty Pravo che era meglio lasciar perdere'

"E' una sconfitta innegabile, che dovrebbe far riflettere". Mario Maffucci, capostruttura di Raiuno e figura di collegamento tra la Rai e il Festival, commenta sconsolato il tramonto della grande trovata che doveva rilanciare Sanremo. "Noi ci rifletteremo, ma c'è da augurarsi che lo facciano anche i cantanti e i discografici. Questo episodio ha svelato una mentalità di basso profilo. Sarebbe ora di considerare una rassegna così popolare nel nostro Paese come un'occasione per testimoniare la bravura, la capacità e l'originalità dei nostri cantanti. Questi invece non si sono degnati di intervenire a un appuntamento che è in grande evidenza nelle agende internazionali, come dimostra l'arrivo di grandi star straniere. Il pubblico ha perso una grande occasione e io, francamente, non riesco a capire che cosa ci abbia guadagnato chi ha declinato l'invito: avevano a disposizione grandi ascolti, trasparenza, suono di qualità. Ma dall'inizio di questa settimana avevo capito che non era il caso di insistere: avevamo in mano la partecipazione di Patty Pravo, Gianni Morandi e Renato Zero. Poi gli abbiamo spiegato la situazione e abbiamo preferito evitare di farli trovare in mezzo alle polemiche. Il prossimo anno comunque ci riproveremo con maggiore decisione. La regola che prevedeva di poter invitare solo cantanti con un album ai primi tre posti della hit-parade nel '97 ha impedito il successo dell'operazione. Abbiamo sottovalutato questo aspetto, ma nel '99 non accetteremo limitazioni. E i discografici nell'interesse loro, del festival, della gente, non potranno non accettare. Il loro no è stato determinante nell'impedire che una modifica del regolamento permettesse di invitare tra i superospiti anche cantanti non in classifica lo scorso anno. I discografici hanno chiesto di motivare le nostre scelte secondo criteri oggettivi e non artistici, e non c'è stato tempo per mettere tutti d'accordo senza correre il rischio di polemiche. Peccato, perché Patty Pravo, Renato Zero e Gianni Morandi avrebbero garantito la presenza della grande musica popolare italiana".
Maffucci non smentisce peraltro che tra i 19 cantanti che avevano le carte in regola, a termini di regolamento, per essere invitati, qualcuno non sia stato nemmeno contattato. "Artisti come Nek o Irene Grandi" - spiega - "sono importanti novità, ma nostro compito era costruire una presenza italiana con spessore e fascino tali da concorrere con le grandi pop star internazionali come Madonna, Mariah Carey, Celine Dion. Per alcuni artisti, al di là dei requisiti normativi, la storia è ancora troppo breve. Altri, come Zucchero, avevano impegni, e non li abbiamo potuti prendere in considerazione.


Il Comune di Sanremo: 'Big italiani, siete degli ingrati'


Antonio Bissolotti, assessore al Turismo del Comune di Sanremo, attacca i divi italiani che hanno snobbato il Festival. "Sono degli ingrati. Il 90 per cento di quelli che hanno rifiutato di essere ospiti, prima di venire a Sanremo non era nessuno. Oggi non passa giorno senza che uno di questi si svegli e spari a zero sul Festival: così grazie al Festival continuano a finire sui giornali. E' un atteggiamento snobistico tutto italiano, hanno paura o forse vergogna a dire grazie a Sanremo; mentre non hanno problemi ad andare da tutte le parti, anche a trasmissioni scarsissime da ogni punto di vista. Comunque, le star straniere ci sono, e l'assenza dei superospiti ci darà l'occasione di lanciare nuovi cantanti
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