I club di Berlino contro la GEMA (la SIAE tedesca)

Se siete mai stati in Germania ed avete provato a guardare alcuni video musicali su YouTube, vi sarete certamente imbattuti nella GEMA (la corrispondente tedesca della SIAE italiana), il cui avviso vi impedisce spesso di godere del video prescelto a causa delle mancate autorizzazioni da parte di chi carica il video (spesso gli stessi artisti o etichette) al suddetto ente. In terra teutonica la GEMA raccoglie soldi dai siti di video-sharing, dai club e altro, per versarli poi agli artisti sotto forma di royalties. In realtà, anche in un paese noto per il grande rispetto delle regole come la Germania, questa istituzione è aspramente criticata da molti per la dubbia ripartizione dei proventi.

Da qualche tempo la GEMA ha un grande nemico in più: i club di Berlino.

Tutti gli appassionati di clubbing conoscono ‘luoghi sacri’ del genere come Berghain, Watergate, Kater Holzig, Club Der Visionaere, che ora rischiano di dover alzare fortemente i prezzi d’ingresso o, nel caso di alcuni locali più piccoli, addirittura di chiudere. Il motivo è la nuova struttura tariffaria della GEMA che punta a semplificare la stessa ed al contempo ad aumentare gli introiti per il prossimo anno, costringendo i locali a pagare un tributo superiore anche del 500% alle attuali tariffe. Così i club hanno fatto fronte comune ed hanno organizzato una protesta contro l’ente che si conretizzerà con una grande manifestazione indetta per questa sera presso la Kulturbrauerei (un ex birrificio in cui da anni ci sono locali e altre attività), dove la stessa GEMA terrà un convegno a partire dalle 18. In merito a questa onerosa richiesta monetaria, Steffen Hack, tra i fondatori del Watergate, ha affermato che il suo club dovrebbe pagare qualcosa tra i 50.000 ed i 140.000 euro in più all’anno: “Una cifra esorbitante”. Sulla home page del Berghain si legge questa frase: “Purtroppo le discoteche e club della Germania presto non saranno più autorizzate a suonare musica, a causa delle inique tariffe richieste dalla GEMA. Ci dispiace. Firmate la petizione!”. .


A questo indirizzo è infatti disponibile una raccolta di firme contro le nuove tariffe che potrebbero entrare in vigore a partire dal prossimo anno. Restiamo in attesa di scoprire come si svilupperà la questione.
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