Intanto, avrà inizio sabato 22 dicembre 2001 a Pistoia una serie di concerti che lo porteranno a suonare nei teatri delle principali città italiane. Lo spettacolo si intitola “Paradiso, inferno, piano Terra” ed è un percorso musicale tra le canzoni dei due precedenti album e i nuovi pezzi.
“La collaborazione con Manuel", spiega Parente, "principalmente ha affrontato il problema dei singoli: la sua prima offerta è stata proprio quella di tirare fuori tre pezzi da quelli che già c’erano. È venuto a Firenze e abbiamo lavorato insieme tre giorni. Non è stato un lavoro di produzione sonora, ma di produzione reale, di struttura e di comprensibilità, soprattutto rispetto al mio modo di cantare, che molto spesso non si capisce. La cosa più forte che ha fatto è stato un ‘cross fade’ tra due pezzi: ha preso la strofa di una e l’ha attaccata al ritornello di un altro, il tutto rimanendo comunque molto rispettoso. È stata una cosa molto positiva”.
La formazione fissa che suonerà nell’album è un quartetto composto, oltre che da Parente, da Gionni Dall’Orto, Andrea Franchi e Paolo Benvegnù. Ma ci sarà spazio anche per una collaborazione con una big band di fiati di Firenze: la Millennium Bug’s Orchestra di Mirko Guerrini. “Non ho intenzione". racconta Parente "di fare un disco tutto con la big band, ma ho trovato, meglio ritrovato, un’altra visione della musica, tutta una parte di sonorità jazz, da Gil Evans a Miles Davis, che conoscevo ma che avevo messo da parte, e che invece ora torna fuori. Ci potrà essere nel disco qualche pezzo con loro, o solo con i fiati, o con i fiati montati su una base ritmica, oltre a pezzi più minimali, da solo. La prima testimonianza concreta di questa esperienza è nel recente disco-tributo a Luigi Tenco. Il pezzo che canto io (“Se potessi amore mio”) è stata l’occasione per provare l’innesto dei fiati”.