NEWS   |   Industria / 14/06/2012

Domini Internet .music, anche Google e Amazon si propongono come gestori

Domini Internet .music, anche Google e Amazon si propongono come gestori

Sono otto le società che, versando 180 mila dollari a testa, hanno presentato domanda alla Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) per proporsi come gestori esclusivi di domini Internet a  suffisso .music, riservati ad  artisti, etichette discografiche ed altri operatori del settore musicale. Oltre alla .MUSIC di Constantine Roussos, la prima a essersi fatta avanti, nell'elenco figurano colossi del Web come Google e Amazon, rispettivamente con i nomi di Charleston Road Registry e Valideus, e società come Far Further: nel management di quest'ultima, che sul suo sito dichiara di godere dell'appoggio di RIAA (cioè dei discografici americani), di NMPA (editori musicali), della Recording Academy (organizzatrice dei premi Grammy), di Impala e di A2IM (associazioni di rappresentanza di etichette indipendenti), figurano veterani del music business come Loren Balman, John Styll, John Frankenheimer e Ralph Simon.

 

Chi tra questi si aggiudicherà l'esclusiva (temporanea, per rinnovarla sarà necessario sborsare un minimo di 25 mila dollari all'anno)  godrà ovviamente di un potere rilevante nello scenario della musica digitale, avendo facoltà di accettare o rifiutare l'assegnazione di domini sulla base di criteri oggettivi di opportunità(come  il rispetto da parte del richiedente delle leggi che proteggono i diritti di proprietà intellettuale).



La ICANN ha annunciato di avere ricevuto cinque richieste per la gestione dei domini a suffisso .tickets,    mentre molte altre decine di società si sono fatte avanti per aggiudicarsi l'esclusiva su suffissi come .audible, .audio, .guitars e .play. La stessa Google ha fatto richiesta per 101 domini (tra cui .google e .youtube), Amazon per 76.  

Per l'aggiudicazione definitiva potrebbe essere indetta un'asta, mentre eventuali contestazioni devono essere presentate all'ICANN entro sette mesi. E non è improbabile che questo accada nel caso di Google e Amazon, società con evidenti ed enormi interessi commerciali sul fronte Internet.