Dopo l'Europa, anche in USA CD a prova di copia

Compact disc dotati di software anti-copia cominceranno a circolare da questo mese anche negli Stati Uniti, dove fino ad oggi le nuove tecnologie di protezione erano state testate solo da qualche etichetta indipendente (vedi news). La prima major ad annunciare pubblicamente la produzione di CD a prova (teorica) di duplicazione pirata negli USA è la Universal, che ha incorporato codici anti-copia nella colonna sonora “More music from The fast and furious”. Se (come è già successo) gli hacker non riusciranno a trovare il modo di eludere i codici criptati introdotti sul supporto, la musica contenuta nel CD non potrà dunque essere copiata su CD-R, né trasportata su un lettore MP3 portatile o messa in circolazione su Internet per lo scambio gratuito. I portavoce della Universal tuttavia non hanno specificato le modalità di funzionamento del sistema, evitando di precisare se il CD protetto potrà essere normalmente “suonato” sul drive CD-ROM dei computer.
A conferma della prudenza con cui l'industria ha deciso di muoversi su questo fronte in seguito agli ultimi, spiacevoli episodi verificatisi in Europa (vedi il caso recente di “White lilies island” di Natalie Imbruglia, che non funziona su alcuni tipi di drive CD-ROM e DVD player, vedi news), la casa discografica ha comunque sottolineato il fatto che la confezione del CD conterrà uno sticker di avvertimento destinato a informare il consumatore (già utilizzato dalla Universal per l'album di Rosana, vedi news), mentre il libretto interno fornirà dettagli sulle specifiche tecniche e il funzionamento della tecnologia anti-copia utilizzata. I consumatori che incontreranno problemi nella riproduzione potranno restituire il prodotto al negozio in cui l'hanno comprato.
Tutte le major, a quanto sembra, hanno già pubblicato CD protetti da sistemi anti-copia in Europa, nella maggior parte dei casi però senza pubblicizzare in alcun modo l'iniziativa: ciò che ha provocato le reazioni di organismi che, come la Electronic Freedom Foundation, si battono per la libertà di espressione su Internet. Alcuni esperti del settore, come Lee Black di Webnoize, avanzano anche seri dubbi sull'efficacia commerciale della soluzione, sostenendo che la maggior parte di coloro che scambiano file musicali su Internet non rientra tra gli abituali acquirenti di dischi e che sarà dunque difficile arginare in questo modo il fenomeno della musica gratuita diffusa attraverso Internet.
Dall'archivio di Rockol - Artisti che odiano i loro successi: 11 casi da manuale
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.