Musica dal vivo: Trident e Milano Concerti si fondono e diventano 'americane'

Musica dal vivo: Trident e Milano Concerti si fondono e diventano 'americane'
E' davvero una svolta epocale per la musica dal vivo (e più in generale per lo spettacolo) in Italia, quella che gli impresari Maurizio Salvadori e Roberto De Luca hanno annunciato oggi (lunedì 3 dicembre) nel corso di un pranzo- conferenza stampa milanese, confermando i “rumours” che da mesi anticipavano la fusione delle loro società e la conseguente vendita ad un gruppo multinazionale leader del settore.
L'operazione è stata ora ufficializzata con la nascita di una nuova srl, Clear Channel Entertainment Italia, controllata al 100 % dall'omonimo colosso americano i cui vastissimi interessi spaziano dal settore delle pubbliche affissioni alla radiotelevisione (oltre 1.300 emittenti radiofoniche negli USA), dal management di artisti e personaggi dello sport alla gestione diretta di strutture destinate ad ospitare spettacoli dal vivo, da Internet all'organizzazione di gare automobilistiche e di altri eventi spettacolari (vedi news).
Svolta epocale, dicevamo, perché con questa operazione tramonta, in un certo senso, l'era dei “maverick”, dei “cani sciolti” abituati a muoversi fuori dal branco, nonché la figura tradizionale del promoter musicale e dell'agente di spettacoli percepito come imprenditore individualista ed intuitivo per eccellenza: qualcosa di simile, lo hanno ricordato gli stessi protagonisti, a quanto accaduto decenni fa nella discografia, quando tutte le maggiori etichette indipendenti italiane vennero inglobate in sequenza dalle major multinazionali. Al nuovo proprietario americano, Salvadori e De Luca, fondatori e presidenti delle due maggiori agenzie italiane che operano nel settore della musica dal vivo, Trident Agency e Milano Concerti, hanno ceduto l'intera attività: uno staff di una trentina di persone (tutte mantenute in organico), due imprese valutate globalmente intorno agli 80 miliardi di fatturato annui e soprattutto, sottolineano all'unisono i diretti interessati, “creatività ed esperienza personali, maturate in tanti anni di attività professionale nel settore” (30 per Salvadori, 16 per De Luca). Nell'ambito della nuova società, ultimo tassello (finora) di un piano di espansione paneuropea che ha già portato il gruppo Clear Channel (ex SFX Entertainment) a rilevare agenzie e promoter locali in Gran Bretagna, Olanda, Belgio e paesi scandinavi, rivestiranno entrambi la qualifica di managing director, in virtù di contratti di durata pluriennale (3 per Salvadori, 5 per De Luca) che li impegnano a replicare, nel primo anno di attività congiunta, il fatturato realizzato quest'anno con la prospettiva di incrementare il giro d'affari del 7-8 % in quelli successivi.
Risultato, quest'ultimo, che dovrebbe essere raggiunto non solo grazie alle sinergie consentite dall'affiliazione alla holding americana (che potrà rendere più economico ed efficace, ad esempio, lo sviluppo di iniziative di Webcasting nonché la promozione di tournée e spettacoli tramite una cartellonistica di stile “americano”), ma anche al progressivo allargamento del “core business” ad altre forme di intrattenimento. “Più di tanto, il settore della musica dal vivo non può dare”, dice De Luca, “e dunque ben vengano le opportunità di organizzare eventi di tipo sportivo o che riguardano la sfera del cosiddetto 'family entertainment'. Penso a spettacoli come 'Riverdance', che io stesso ho allestito in Italia con grande fatica, e che – proprio in virtù delle strutture più efficienti disponibili in altri paesi - è stato invece un grande successo in tutto il mondo”
Sul plusvalore garantito dalle risorse logistico-organizzative a disposizione di Clear Channel insiste anche Salvadori, che scorge nella nascita della nuova società prospettive di crescita internazionale per i nuovi talenti della musica italiana: “Grazie ai contatti frequenti che avremo con i quartieri generali europei della società, a Londra, sarà più facile preparare, di concerto con le case discografiche, piani promozionali accurati di sviluppo internazionale per i nostri artisti, coinvolgendo le affiliate e le società che nel continente fanno capo al gruppo. Sarà più agevole, d'ora in poi, pianificare un'attività che fino ad oggi è sempre stata piuttosto casuale ed aleatoria”. “Viceversa, se ci sarà richiesto di prestare particolare attenzione ad artisti internazionali che presentano un potenziale interessante per il nostro paese, lo faremo”, aggiunge De Luca, che come il collega ed (ex) rivale Salvadori ha iniziato a trattare con Clear Channel un anno e mezzo fa.
C'è il rischio di una spersonalizzazione e di una delega sostanziale di poteri all'estero? Salvadori lo esclude: “Nell'acquistare le nostre aziende, gli americani hanno investito su due persone tra loro diverse e complementari. Anche se metteremo in comune una serie di servizi generali e condivideremo in futuro la stessa sede, ognuno di noi manterrà la sua identità: soprattutto per quanto riguarda la gestione degli artisti, che come si sa in questo mestiere resta un fatto eminentemente legato ai rapporti personali”.
E il cast che i due promoter si accingono a gestire separatamente ma in vista del “bene comune” è indubbiamente impressionante: De Luca annuncia per l'anno prossimo tournée di Lunapop ed Elisa accanto ad esibizioni di star internazionali come Santana, Bob Dylan, Cranberries, Anastacia, U2 e Rolling Stones (gli ultimi due legati, come Madonna, a Clear Channel da contratti di management); Salvadori risponde con Jovanotti, Ligabue e Renato Zero.
Cambierà qualcosa per il pubblico, ad esempio per quanto riguarda i prezzi dei biglietti? “Non credo”, risponde Salvadori; “ho appena terminato il tour europeo di Ramazzotti e ho verificato che l'Italia è il paese in cui i biglietti costano meno, dopo la Lituania”.
E che ne sarà dei concorrenti e rivali? Non c'è il rischio di appiattire l'offerta e di schiacciare definitivamente la concorrenza? “No, anzi”, replica De Luca. “La musica dal vivo, come dicevo, ha quasi raggiunto il suo massimo potenziale di sviluppo: e se riusciremo ad allargare il concetto di intrattenimento ad altre forme di spettacolo daremo ossigeno ed occasioni di lavoro anche agli impresari locali”. “Monopolio del mercato? Non ne vedo il rischio”, conclude Salvadori. “L'esperienza insegna che operazioni di questa portata solitamente stimolano l'ingresso di altri concorrenti di livello internazionale”.
A chi toccherà, la prossima volta?
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.