Spice Girls ed Elton John, negli Stati Uniti è di nuovo British Invasion

Spice Girls ed Elton John, negli Stati Uniti è di nuovo British Invasion
Il mercato musicale americano fa i conti con l’ennesima “British Invasion”.
Mentre gli artisti locali faticano sempre di più a imporsi sui mercati internazionali, negli ultimi dodici mesi il pubblico statunitense - in questo assai simile a quello europeo - ha aperto le braccia ad un’altra ondata di “invasori” d’oltre Atlantico, catapultando il rigenerato Elton John e le voracissime Spice Girls in cima alla graduatoria dei dischi più venduti dell’anno.
Ben 8 milioni e 100 mila americani, infatti, hanno acquistato il singolo “Candle In The Wind 1997”, mentre il primo album delle cinque ragazze terribili, “Spice”, è risultato di gran lunga il best seller del ‘97 tra i titoli a lunga durata, con 5 milioni e 300 mila copie vendute.
Nella classifica degli album più venduti dell’anno, pubblicata dal settimanale “Billboard” e compilata in base alle vendite rilevate elettronicamente su un campione di negozi, le Spice occupano anche il 45mo posto con il recente “Spiceworld” (1 milione e 400 mila copie) e precedono un’altra voce femminile, Jewel, il cui “Pieces of you” ha toccato la ragguardevole cifra di 4 milioni e 300 mila copie vendute (niente male davvero, per quella che resta fondamentalmente una folk singer). Ancora un anno all’insegna del “gentil sesso”, dunque, anche se nel ‘96 un’altra quasi esordiente, Alanis Morissette, aveva fatto di meglio, vendendo 7 milioni e 400 mila copie di “Jagged little pill”, un album che lo scorso anno ha collezionato un altro milione abbondante di copie piazzandosi ancora al 61mo posto tra i dischi di maggior successo della stagione.
Alle spalle delle dominatrici femminili dell’anno si sono piazzati Puff Daddy (con “No way out”, 3 milioni e 400 mila copie), il solito Garth Brooks (“Sevens”, 3 milioni e 300 mila copie), i giovanissimi Hanson (“Middle of nowhere”, 3 milioni e 200 mila copie), e a seguire lo scomparso The Notorious B.I.G. (“Life after death”), i Wallflowers di Jakob Dylan (“Bringing down the horse”), Celine Dion (“con il penultimo “Falling into love”) , la colonna sonora di “Space jam” e la “barbie girl” del country LeAnn Rimes (“You light up my life”), tutti con vendite superiori ai 2 milioni e 900 mila copie. Pochi i grandi vecchi in classifica, con i Fleetwood Mac ottimamente piazzati in 16ma posizione (con l’album del ritorno,“The dance”), davanti alla sempreverde Barbra Streisand (18ma). Solo cinquantesimi gli U2 di “Pop” (1milione e 300 mila copie), incalzati dagli Aerosmith di “Nine lives”. E se i nomi nuovi, tra gli artisti capaci di vendere nell’anno oltre un milione di copie, restano la gran maggioranza (con una rappresentanza selezionata di band europee, dai Chumbawamba agli Aqua, dai Prodigy ai Bush), resiste prodigiosamente in 69ma posizione la gloriosa colonna sonora di “Grease”: nel ‘97 un altro milione e passa di nostalgici e di nuovi adepti ha messo mano al portafogli per celebrare il John Travolta imbrillantinato di vent’anni fa.
Tra i singoli, com’era prevedibile, “Candle in the wind 1997” non ha avuto rivali: dall’alto dei suoi vertiginosi 8 milioni di copie è riuscito a tenere a debita distanza anche un peso massimo come Puff Daddy, capace di vendere complessivamente 5 milioni e 800mila singoli con “Can’t nobody hold me down” e “I’ll be missing you”. L’omaggio funebre al rapper The Notorious B.I.G. ha totalizzato vendite per 3 milioni e 100 mila copie: davvero tante, ma con l’ondata di emozione collettiva scatenata dalla morte di Lady D c’era poco da fare...
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