USA, i giudici a favore dell'industria: i DVD possono essere criptati

I giudici della Corte di Appello di New York incaricati di dirimere una vertenza chiave in materia di diritto d’autore non hanno avuto dubbi, esprimendosi all’unanimità: la nuova legge americana che concede ai detentori dei copyright di tutelare le proprie opere in ambiente digitale con sistemi tecnologici di protezione è costituzionalmente legittima. La decisione del tribunale federale segna così una vittoria cruciale per l’intera industria americana dell’intrattenimento e in particolare per gli “studios” hollywoodiani, ricorsi in giudizio per contrastare la diffusione su Internet di software che, come il famigerato DeCSS, consentono di eludere i codici di criptaggio contenuti nei DVD e di copiarli abusivamente.
La sentenza della Corte d’Appello aveva per oggetto il caso di un sito Web che diffondeva in rete il software pirata incriminato. L’editore del sito stesso era ricorso in giudizio appellandosi al Primo Emendamento della Costituzione per difendere il suo diritto a distribuire (direttamente o tramite link) il codice DeCSS: ma il suo comportamento è stato censurato dai giudici sulla base della nuova normativa introdotta in materia di copyright digitale, che impedisce di distribuire strumenti e programmi che permettono di aggirare la tutela dei materiali protetti dal diritto d’autore e da diritti connessi.
Questa interpretazione, oltre che dai legali della impresa convenuta in giudizio, è contrastata da alcune organizzazioni che promuovono la piena libertà di espressione e di linguaggio su Internet. Secondo il tribunale statunitense, però, il codice software sviluppato dagli hacker informatici ed oggetto della causa può ritenersi un “linguaggio” solo in senso restrittivo e puramente funzionale, e non può pertanto aspirare allo stesso genere di tutela concesso a forme più compiute di espressione, come una poesia o un romanzo.
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