Andy Gill, produttore di quello che sarebbe stato l’esordio solista di Michael Hutchence degli INXS, racconta il loro lavoro insieme.

Andy Gill, produttore di quello che sarebbe stato l’esordio solista di Michael Hutchence degli INXS, racconta il loro lavoro insieme.
“Un musicista straordinario, totalmente dedito al suo lavoro”. Così Andy Gill, ex-chitarrista dei Gang of Four e produttore di quello che sarebbe dovuto essere il primo album solista di Michael Hutchence, il leader degli INXS tragicamente scomparso lo scorso anno, lo ricorda adesso. E dalle parole del musicista emerge un ritratto assai differente da quello, quasi depresso e decadente, tratteggiato dalle cronache dei giornali negli ultimi mesi. Hutchence lavorava senza sosta e con passione al suo album solista, in uno studio nel Sud della Francia, trascorrendo ore chiuso in casa a scrivere e altrettante in sala per le registrazioni, assistito da Andy Gill, al quale toccava il compito di registrare dozzine di versioni differenti dello stesso pezzo, secondo un metodo di lavoro intelligibile soltanto ad Hutchence. L’album (senza titolo) a cui i due lavoravano insieme, e per il quale avevano registrato 16 canzoni tra cui “Get on the inside” e “A straight line”, è adesso in un limbo, visto che non si sa che fine farà. Gill lo ha definito un album in cui Hutchence “spingeva all’estremo le proprie possibilità. Doveva essere un grande disco. Per lui era importante, esattamente quanto lo erano gli album degli INXS. Adorava la sua musica”. Il produttore avrebbe diviso i crediti con Danny Saber dei Black Grape, che aveva registrato dei brani con Hutchence a L.A. meno di una settimana prima della sua morte, mentre Tim Simenon dei Bomb The Bass aveva collaborato alle registrazioni del 1995. Hutchence era stato molto timido nel proporre a Gill di collaborare, ricorda lo stesso musicista. “Originariamente mi aveva chiamato per sapere se potevo suonare la chitarra nel suo disco”, ha detto Gill, “ma poi è finita che mi ha proposto di scrivere dei brani insieme. Da lì abbiamo trascorso sei mesi scrivendo materiale, dividendoci ottimamente il lavoro. Sono così venute fuori delle canzoni molto personali, influenzate dalle vicissitudini familiari che Michael Hutchence stava vivendo in quel periodo a causa della sua relazione con Paula Yates, ex-moglie di Bob Geldof. Il disco si propone come un’interessante miscela di cose quasi industriali con suoni sinfonici e orchestrali”. Tra i brani, che attualmente ammontano a 25, c’è una ballad che sembra potrebbe diventare un grande hit, anche se purtroppo postumo, per il cantante australiano. L’uscita dell’album è invece attesa per l’inizio dell’estate.
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