Novità in Usa: Clear Channel paga l'etichetta Big Machine per la musica in radio

Novità in Usa: Clear Channel paga l'etichetta Big Machine per la musica in radio

A differenza di quanto accade in molti altri Paesi (tra cui l'Italia), negli Stati Uniti le radio via etere non pagano nulla alle etichette discografiche e agli artisti per la messa in onda del loro repertorio: la cosiddetta "performance royalty" si applica solo alle emittenti e alle trasmissioni online.

Fa dunque notizia, e rumore, il contratto che la maggiore potenza radiofonica del Paese, Clear Channel, ha siglato direttamente con la Big Machine di Scott Borchetta, casa discografica cui fanno capo star del country come Taylor Swift, Reba McEntire e Tim McGraw ma anche Jewel e i Mavericks. L'accordo prevede un pagamento diretto (bypassando Sound Exchange, un'agenzia di collecting che potremmo paragonare all'italiana SCF) e una royalty (di ammontare non rivelato) calcolata in misura percentuale sugli introiti pubblicitari incassati dalle emittenti in proporzione alla loro programmazione musicale. Una volta incassata la somma, la casa discografica provvederà a attribuirne la metà ai propri artisti.

Un sistema "olistico", lo ha definito l'amministratore delegato di Clear Channel Bob Pittman a Billboard.biz, nel senso che calcola la royalty sul fatturato della radio e non in base ai   singoli "passaggi" di canzoni (come avviene oggi per il broadcasting digitale),  indipendentemente dalla natura dell'apparecchio di ricezione, si tratti di un radiotrasmettitore, di un computer o di un telefono portatile. Dal canto suo, Borchetta ha spiegato a Billboard di avere formulato questa proposta dopo avere verificato che la radio digitale, in America, assorbe non più del 2 per cento della pubblicità generata da programmi musicali.  "Abbiamo trovato un terreno intermedio in cui muoverci verso il futuro. La conseguenza è che Big Machine e i suoi artisti  incasseranno royalty sul 98 % delle entrate pubblicitarie che provengono dalle trasmissioni radio. Allineando i nostri interessi a quelli della radio, possiamo immaginare di stimolarne la crescita digitale".

Molte emittenti, a cominciare da Clear Channel, si dichiarano infatti contrarie al modello alternativo che, in ambito digitale, calcola le royalty in proporzione al numero di "passaggi".  "Non posso costruirmi un'opportunità di business se devo pagare una somma ogni volta che trasmetto una canzone, ma posso farlo se concordo di assegnare una percentuale dei ricavi che incasso", sostiene Pittman. "Quel che stiamo cercando di fare è di realizzare un modello prevedibile. Non voglio provare a indovinare quanta pubblicità sono in grado di vendere: nel caso non succedesse abbastanza in fretta , dovrei forse ridurre il numero di canzoni che diffondo? Programmare piuttosto talk show e interviste, notiziari e notizie sportive, o magari orientare la programmazione musicale su repertori antecedenti al 1972? Non è quello il modo giusto di gestire  - o, ancora più importante - di provare a costruire un nuovo business".
 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.