HItWeek, tocca a Shanghai: parlano Subsonica e Negrita

Questa sera comincerà a Shanghai la seconda tappa di "HitWeek China", dopo gli show tenuti a Pechino da Subsonica, Negrita e La Fame Di Camilla. La due giorni, che come da programma avrà luogo al Mao Live, uno dei club più quotati della metropoli cinese, è stata preceduta ieri da un'affollata conferenza stampa di presentazione tenutasi presso la sede locale dell'ICE (a fare gli onori di casa il direttore generale Maurizio Forte, presenti anche il console generale Vincenzo de Luca e il direttore dell'Istituto di Cultura Carlo Molina). Le due principali band italiane erano rappresentate al tavolo da Samuel e Max Casacci per i Subsonica e da Pau e Drigo per i Negrita, che hanno raccontato le loro sensazioni a proposito di questa primissima esperienza in territorio cinese. Ecco alcune delle loro dichiarazioni:
Pau: "Questa di HitWeek è un'iniziativa stupenda perchè prova ad accomunare culture molto distanti. A Pechino abbiamo avuto modo di conoscere due band 'non tradizionali' cinesi (Shanren e ZhouYunshan - n.d.r.) e, per quella che è la nostra esperienza sulla contaminazione artistica vissuta ad Arezzo Wave, crediamo che questi gruppi sarebbero sicuramente adatti ad esibirsi in Italia. A Pechino è stato bello trovare un pubblico ibrido, fatto sia di fans italiani di stanza qua sia da spettatori locali".
Samuel: "I Subsonica hanno fatto della sperimentazione musicale una bandiera e abbiamo scoperto che quanto più distante è la tradizione, maggiore diventa lo stimolo culturale. Ci basiamo sul ritmo, che consideriamo un linguaggio universale. Da questa esperienza torneremo arricchiti e ho la convinzione che queste cinque band assorbiranno ciascuna un po' delle altre e lo manifesteranno nei loro prossimi espisodi creativi".
Max Casacci: "A Pechino abbiamo notato che la musica italiana messa di fronte a un pubblico internazionale, per quanto innescato dagli italiani all'estero, funziona. E' molto importante far capire che gli artisti italiani hanno un legame con la loro contemporaneità. E' un'esprienza che ci suggerisce che si dovrebbe osare di più e fare sistema, per far conoscere un'Italia rapida a fare propri i codici di linguaggio internazionali. Il valore aggiunto? Entrare in contatto con artisti che non avremmo mai immaginato di conoscere".
Drigo: "Viviamo un periodo in cui sembra che il mondo tenda a chiudersi. Eppure ci sono momenti storici in cui ci sono persone che tendono a promuovere incontri, come nel caso di Francesco Del Maro con HitWeek, ed è importantissimo. Per quanto ci riguarda, come artisti si tratta di trovare la bellezza ovunque essa sia , riplasmarla e diffonderla in tutti il mondo, e noi siamo qui per apprezzare la bellezza di questo paese. Non abbiamo di fronte platee enormi, ma questo senso di pionierismo che stiamo sperimentando è molto bello".

    Questa sera comincerà a Shanghai la seconda tappa di "HitWeek China", dopo gli show tenuti a Pechino da Subsonica, Negrita e La Fame Di Camilla. La due giorni, che come da programma avrà luogo al Mao Live, uno dei club più quotati della metropoli cinese, è stata preceduta ieri da un'affollata conferenza stampa di presentazione tenutasi presso la sede locale dell'ICE (a fare gli onori di casa il direttore generale Maurizio Forte, presenti anche il console generale Vincenzo de Luca e il direttore dell'Istituto di Cultura Carlo Molina). Le due principali band italiane erano rappresentate al tavolo da Samuel e Max Casacci per i Subsonica e da Pau e Drigo per i Negrita, che hanno raccontato le loro sensazioni a proposito di questa primissima esperienza in territorio cinese. Ecco alcune delle loro dichiarazioni:
    Pau: "Questa di HitWeek è un'iniziativa stupenda perchè prova ad accomunare culture molto distanti. A Pechino abbiamo avuto modo di conoscere due band 'non tradizionali' cinesi (Shanren e ZhouYunshan - n.d.r.) e, per quella che è la nostra esperienza sulla contaminazione artistica vissuta ad Arezzo Wave, crediamo che questi gruppi sarebbero sicuramente adatti ad esibirsi in Italia. A Pechino è stato bello trovare un pubblico ibrido, fatto sia di fans italiani di stanza qua sia da spettatori locali".
    Samuel: "I Subsonica hanno fatto della sperimentazione musicale una bandiera e abbiamo scoperto che quanto più distante è la tradizione, maggiore diventa lo stimolo culturale. Ci basiamo sul ritmo, che consideriamo un linguaggio universale. Da questa esperienza torneremo arricchiti e ho la convinzione che queste cinque band assorbiranno ciascuna un po' delle altre e lo manifesteranno nei loro prossimi espisodi creativi".
    Max Casacci: "A Pechino abbiamo notato che la musica italiana messa di fronte a un pubblico internazionale, per quanto innescato dagli italiani all'estero, funziona. E' molto importante far capire che gli artisti italiani hanno un legame con la loro contemporaneità. E' un'esprienza che ci suggerisce che si dovrebbe osare di più e fare sistema, per far conoscere un'Italia rapida a fare propri i codici di linguaggio internazionali. Il valore aggiunto? Entrare in contatto con artisti che non avremmo mai immaginato di conoscere".
    Drigo: "Viviamo un periodo in cui sembra che il mondo tenda a chiudersi. Eppure ci sono momenti storici in cui ci sono persone che tendono a promuovere incontri, come nel caso di Francesco Del Maro con HitWeek, ed è importantissimo. Per quanto ci riguarda, come artisti si tratta di trovare la bellezza ovunque essa sia , riplasmarla e diffonderla in tutti il mondo, e noi siamo qui per apprezzare la bellezza di questo paese. Non abbiamo di fronte platee enormi, ma questo senso di pionierismo che stiamo sperimentando è molto bello".

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