Concerti, Bruce Springsteen in Italia. Trotta (Barley Arts): '3 ore di energia'

Concerti, Bruce Springsteen in Italia. Trotta (Barley Arts): '3 ore di energia'

"E' incredibile, Bruce Springsteen: l'avanzare degli anni è direttamente proporzionale all'aumento dell'energia sprigionata dai suoi show dal vivo. Non ci sono dubbi, è il più grande live performer mondiale vivente": parla da fan Claudio Trotta, patron di Barley Arts e storico promoter italiano del Boss, che tra meno di una settimana, in compagnia della E Street Band, farà debuttare da Milano la tranche italiana del suo tour in supporto a "Wrecking ball". E la prima data nella Penisola, fissata proprio allo stadio Meazza di San Siro (arena che ha inserito di diritto il nome del rocker del New Jersey negli annali essendo stato lui l'unico artista internazionale ad essersi esibito presso la scala del calcio in quattro singole occasioni differenti, nel 1985, nel 2003, nel 2008 e nel 2012), è carica di significati per i fan del Boss. Tra le altre cose, perché sarà la prima, in Italia, senza Clarence Clemons, il Big Man scomparso esattamente un anno fa: "Lui è insostituibile, non c'è dubbio: Clarence era molto di più che un musicista", lo ricorda Trotta, "Avendo già visto la 'nuova' E Street Band in azione, devo però ammettere che la scelta di inserire una sezione fiati è stata ottima. E Jake (Clemons, il nipote di Clarence, ndr) ha una personalità fortissima: negli assoli che gli vengono affidati, a tratti, sembra di sentire suonare 'Big Man'". Come sempre è l'unione, in ogni caso, che fa la forza: "La E Street Band è in grande forma, anche più che in passato, mi sento di azzardare. Il feeling è perfetto e Bruce viene assecondato in pieno".

I presupposti per un grande show, quindi, sembrano non mancare: "Ogni concerto è diverso, la setlist subisce continui mutamenti. La durata dello spettacolo sarà di tre ore e un quarto. In scaletta ci saranno moltissimi i brani nuovi, che nella versione da vivo - nonostante i suoni particolari creati in studio con loop e beat elettronici - hanno un'ottima resa. Per il resto, come d'altronde Springsteen ci ha abituato da anni, lo show avrà la musica al centro. Non ci sarà nessun effetto speciale, solo degli schermi ad alta risoluzione che rimanderanno le immagini dell'esibizione. Le luci saranno sobrie ma molto curate. E la vera sorpresa sarà l'impianto audio".

Già, perché - soprattutto a San Siro - spesso il tallone d'Achille dei grandi eventi dal vivo è proprio la resa audio. "Le novità più importanti sono due. La prima è l'installazione di un impianto progettato ad hoc per il Meazza: oltre agli speaker fronte palco e alle colonne di delay nel parterre, verranno montate, appese al soffitto, delle casse aggiuntive a beneficio del pubblico del secondo e del terzo anello. La seconda è una specifica delibera del Comune di Milano, che ci permetterà di tenere il livello di uscita finale dell'impianto più alto di 4 decibel rispetto al passato. E questo fa la differenza...". Fa la differenza ma porta anche qualche guaio, considerando quanto successo in passato... "Io non parlerei dei miei guai, ma piuttosto del rispetto che si deve alla musica. Non solo a chi la fa e a chi la ascolta, ma anche a chi ci lavora. Nessuno ha mai rimproverato a Muti, Abbado o Barenboim di smorzare dei 'forte' per non disturbare le adiacenze di piazza La Scala, quindi non vedo che ragione ci sia per farlo con Springsteen o con altri".

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Il discorso, inevitabilmente, si allarga: "Milano è una grande città e il messaggio che vorrei far passare è quello che la musica, innanzitutto, fa vivere bene. Non solo chi suona o chi va ai concerti, ma anche chi non ci va, perché crea un indotto economico notevole e occupazione. Barley Arts e tutti gli altri grandi promoter italiani, dopo l'estate, hanno proposto l'istituzione di un tavolo di lavoro con l'assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo Franco D'Alfonso per dare un futuro alla musica in città". Si parlerà di grandi spazi ad hoc, carenza tutta italiana da sempre lamentata da tanti operatori? "La mia opinione è che non servano. Penso sia superfluo che la pubblica amministrazione si faccia carico di oneri per realizzarli quando abbiamo tante strutture che, se ben gestite, possono tranquillamente supplire a questa mancanza". Qualche esempio? "L'area dell'ex PalaSharp, per dirne una, destinata alla demolizione in vista dell'Expo ma ancora bloccata. Il Comune potrebbe indire un bando di gara per la realizzazione di uno spazio polifunzionale non destinato a grandi eventi, ma con sale dalla capienza di qualche migliaio di posti e spazi da adibire a studi, sale prova e sale dove tenere lezioni. E' un discorso che in un certo senso si ricollega a quello fatto per la torre Galfa e, più in generale, a quello degli spazi che mancano per fare arte e cultura a Milano. Sono fermamente convinto che debbano esistere, e debbano essere regolari. Perché per i grandi eventi le strutture le abbiamo già. Infatti non penso sia necessario, dopo l'Expo, costruire un altro stadio a Rho: abbiamo già San Siro, che va benissimo, e che può essere sfruttato meglio. La verità è che siamo un Paese troppo burocratizzato, dove fare impresa sta diventando impossibile: mi auguro che si metta allo studio quanto prima un piano di deregulation destinato alle realtà più o meno giovani che abbiano voglia di fare. Perché, vi assicuro, ce ne sono tante".

Che la collaborazione tra imprese e istituzioni possa essere virtuosa lo dimostra il piano elaborato per rendere fruibili gratuitamente i mezzi pubblici milanesi ai possessori del biglietto per concerto di Springsteen di giovedì prossimo, iniziativa che verrà replicata, una settimana dopo, in occasione della data meneghina di Madonna, e che in prima battuta non aveva mancato di suscitare qualche polemica: "Tengo a ribadire come questa, per il momento, sia una sperimentazione a tutti gli effetti: noi, con Bruce, saremo i primi, e subito dopo toccherà a Live Nation con Madonna. Credo sia una soluzione assolutamente meritoria, della quale tuttavia dovremo studiarne gli effetti, dato che ad oggi ancora non sappiamo quanta gente deciderà di usufruirne. In caso di buon esito, di sicuro - per eventi che numericamente ed economicamente lo permettano - non mancheremo di replicarla". E riguardo alle perplessità circa i costi? "Sia Barley Arts che Live Nation si sono fatti carico di una quota per la copertura finanziaria dell'operazione, che comprende tanto il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico quanto l'impiego del personale di polizia locale".

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