NEWS   |   Italia / 04/06/2012

Ensi: ‘Con ‘Freestyle roulette mixtape’ chiudo un cerchio e guardo avanti'

Ensi: ‘Con ‘Freestyle roulette mixtape’ chiudo un cerchio e guardo avanti'

“Identificare una data che indichi con precisione quando mi sono avvicinato al rap e al freestyle diventa impossibile, erano gli anni confusi tra le medie e l’inizio delle superiori. Ascoltavo soprattutto rap italiano, che percepivo prevalentemente dalla televisione. Tra i miei ascolti c’era anche qualche artista statunitense, ma ho sempre prediletto i rapper italiani, grazie anche a mio fratello Raige dei One Mic, gruppo del quale sono entrato a far parte anch’io. Essendo più grande di me di due anni, conosceva meglio l’ambiente hip hop, portava a casa qualche cassetta e si ascoltava insieme. E’ stato ‘fotonico’ per me scoprire il rap”.
Inizia così la nostra intervista a Ensi, nome di spicco della scena rap italiana, non solo per chi “frequenta” l’ambiente. Incoronato da poco “king dei freestyler” nel programma condotto da Marracash su MTV, “Spit”, il rapper torinese pubblica in questi giorni “Freestyle roulette mixtape”, ricco di collaborazioni con noti colleghi e produttori della scena hip hop italiana, incentrato sulla sua grande passione: il freestyle, come recita il titolo del disco. “La prima volta che ho sentito il rap cantato in italiano ho pensato che era molto interessante poter ‘vomitare’ parole sul tempo. E farlo solo con la voce, senza altri strumenti mi attirava davvero tanto. All’inizio facevo fatica a riconoscere i rapper e mi sono ‘documentato’ scambiando i dischi con gli amici, quei pochissimi che ascoltavano hip hop: ad Alpigiano, in provincia di Torino eravamo in cinque, compresi me e mio fratello. Delle mosche bianche. Crescendo, abbiamo iniziato a conoscere l’ambiente rap di Torino. Nel periodo in cui ho iniziato io a frequentare la città, la scena era un po’ spenta. Si passava dagli anni d’oro, i Novanta, agli anni di buio totale del 2002 –2003, nei quali l’hip hop era snobbato dai media e dai giovani, che ascoltavano altri generi musicali. Mi sono dapprima avvicinato alla scrittura, utilizzando delle basi strumentali che trovavo nelle compilation, come ‘1,2 pass it” di Dj Double S. Non pensavo minimamente di essere portato ne che tutto questo mi avrebbe potuto trasformare in MC o freestyler. Era un passatempo da parchetto, con gli amici”, racconta Ensi.
“Per quanto riguarda il mio ingresso nel mondo del freestyle, ricordo che ho iniziato col frequentare il Pallazium a Torino: partecipavo alle domeniche pomeriggio di rap e c’era la possibilità di cimentarsi nel freestyle. Io mi buttavo nell’open mic ma, a causa di brutte esperienze, ho smesso. Nel frattempo mio fratello stava dando vita ai One Mic. Un gioro entra nella mia camera e mi ascolta mentre stavo provando un pezzo in freestyle. La stessa sera mi porta ad una gara a Torino, che vinco e da allora arriva l’effetto domino. Torino ha sfornato ottimi freestyler come Maury B. e Kiffa, che ha affrontato Fibra in una sfida, perdendo, e che anche io ho battuto. Grazie alle vittorie nelle ‘battle’ ho avuto la possibilità di girare molto, di accumulare parecchia esperienza, ho partecipato a gare importanti come ‘Tecniche perfette’ e ‘2 the beat’ ed ora eccomi qui”, prosegue nel racconto Ensi.
Parliamo con Yari di “Freestyle roulette mixtape” e di come è nato il concept del disco: “L’album non ha dei veri e propri argomenti ma delle direzioni. Sono esercizi di stile. Si è voluto riportare in studio dei tratti importanti di ciò che faccio nei live: intrattenimento, divertimento, comunicazione. All’interno, ovviamente, ci sono anche momenti in cui dico la mia. ‘Freestyle roulette mixtape’ chiude un cerchio attorno a Ensi come freestyler, dopo le gare e i video su Youtube, che sono altro da ciò che si trova nel mixtape. Ho voluto realizzare un album totalmente di freestyle, a parte tre pezzi scritti da me, e realizzarlo con colleghi e produttori italiani. Un tributo all’arte del freestyle, in pratica. Il difficile ora sarà traghettare l’attenzione nei miei confronti da freestyler a ciò che proverrà prossimamente dallo studio. Ecco perché ho pensato a introdurre tre brani ‘classici’, come ‘Numero uno’, il singolo, scelto per far conoscere un altro aspetto di me. La scrittura è sempre stato nelle mie corde. Sto già lavorando ad un nuovo album in studio, ho raccolto le basi, strumentali di produttori italiani, anche sconosciuti. Vorrei creare un bel team di lavoro e realizzare i pezzi coinvolgendo tutti coloro che collaborano con me. Poi si partirà con i testi. Siamo pronti”, dice Ensi.
"Tra le collaborazioni presenti nel mixtape sono stato davvero onorato di aver potuto lavorare con Fritz da Cat, produttore degli anni 90, che ha firmato pezzi come ‘Cose preziose’ di Kaos, una sorta di ‘Alba chiara’ del rap. Ho anche partecipato al suo nuovo disco, da fan ne sono solo lusingato. Gli altri artisti che hanno partecipato al mio disco sono rapper che hanno sempre fatto parte della mia storia artistica, da Kiave a Clementino, da Johnny Marsiglia, uno dei miei rapper preferiti, molto underground, sono certo che saprà ritagliarsi il suo spazio, al mio ‘fratellino’ Emis Killa fino a Rayden, con me nei One Mic”, dice Yari.
Si parla con Ensi, poi, della scena hip hop italiana odierna:“Secondo me il rap italiano ha spostato tutto da un lato”, continua il rapper, “Non si può parlare più di underground e mainstream bensì di un movimento musicale. Un movimento incredibilmente vasto, che si è allargato a macchia d’olio negli anni, grazie a colleghi noti che hanno sdoganato l’hip hop non solo per la qualità del prodotto ma anche a livello di diffusione. Hanno fatto rispettare questo genere musicale. Il rap è finalmente entrato nelle classifiche, non siamo più quei quattro scapestrati con i pantaloni larghi e fanno freesryle al parco. Per tutto ciò bisogna ringraziare Fabri, i Dogo, Marra e tutti coloro che sono arrivati prima, perché hanno fatto scoprire al grande pubblico il rap. Ascoltandolo, poi, c’è magari chi si appassiona a ciò che vi sta dietro, tra cui anche le collaborazioni. Ora, il rap italiano è tra i generi musicali più ascoltati dai ragazzi. Io ho sempre avuto un forte connotato, per via del freestyle, legato al rap più ‘grezzo’, più puro se lo vogliamo definire così, ma la scena ora è talmente tanto vasta che vi puoi trovare di tutto. Dal rapper più zarro, al rapper più sociale, a quello più scanzonato, al freestyler, puoi scegliere ciò che preferisci. E i media sono sempre più interessati al fenomeno dell’hip hop italiano. Ecco perché MTV decide ora di fare ‘Spit’, programma che mi ha dato tanto e che difendo con le unghie e con i denti. Ci avevano già provato altri a proporre un format simile con il ‘2 the beat’ ma il pubblico non era pronto, sarebbe venuto furori un qualcosa di simile alla ‘Melevisione’. Tutto questo è stato proporzionale, una escalation. Per quanto riguarda il pubblico di giovanissimi che ci segue, evidentemente trova nel rap qualcosa che non riscontra più in altri generi musicali. L’hip hop dice le cose come stanno. Se portiamo via pubblico agli altri generi musicali, vuol dire che questi ultimi non sono più in grado di suscitare emozioni. Il tipico fan dell’hip hop è cambiato dagli anni 90 ad oggi: prima si era una cerchia ristretta, si era super riconoscibili da atteggiamento e abbigliamento. Chi ascoltava rap era molto fazioso, ci si schierava: o per gli Articolo 31 o per l’ underground. Ma J-Ax e Neffa sullo stesso palco insieme hanno segnato un punto zero, è come se questi schieramenti fossero crollati. Ai concerti hip hop adesso vedi un pubblico davvero variegato Il rap oggi è rispettato, facciamo rispettare la storia che il rap ha in Italia”, afferma Yari.
L’artista torinese sarà dal vivo per alcune date nelle prossime settimane, è possibile consultare la sua pagina ufficiale per rimanere aggiornati: “Ora mi sto concentrando sull’aspetto live, per me molto importante. Porto in giro uno show con dj 2P, che è stato il mio braccio destro in tutta la realizzazione di ‘Freestyle roulette mixtape”. La formazione è ultra hip hop, un MC e un dj, senza troppi fronzoli. Una gran parte del concerto è dedicata al freestyle e l’atra è lasciata ai pezzi. Una coesione bella forte tra i due lati che fanno parte di me come rapper” conclude Ensi

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