Phil Spector contro le Ronettes, atto finale: 3 milioni di dollari al gruppo

Si è chiusa definitivamente la disputa giudiziaria tra Phil Spector e le Ronettes, durata per ben quindici anni. La corte d’appello dello stato di New York ha stabilito che il produttore deve versare al gruppo 2.970.000 dollari (circa sei miliardi e mezzo di lire) più gli interessi per il mancato pagamento dei diritti a partire dal 1964. L’anno scorso Spector era già stato condannato a pagare per le royalties non corrisposte (vedi news) e ora sarà costretto a sborsare l’ingente somma. Ronnie Spector, ex-moglie di Phil e figura centrale delle gruppo, ha dichiarato: “Non riesco a credere che sia davvero finita”. Il suo burrascoso rapporto con l’enigmatico genio del “wall of sound” è cominciato nei primi anni ’60, quando le Ronettes (Ronnie, la sorella Estelle Bennett e la cugina Nedra Talley) sono state messe sotto contratto dall’etichetta Philles e lanciate nelle classifiche statunitensi con “Be my baby”, ancora oggi considerata una delle produzioni più notevoli di Spector. Dopo una serie di successi fra il ’63 e il ’67, il ritiro dalle scene del produttore ha bloccato anche la carriera del gruppo, riemerso senza grandi fortune nel ’69 e nel ’74, con una formazione diversa ma sempre guidata da Ronnie, subito dopo il suo divorzio da Spector. La cantante ha continuato come solista e la sua ultima incisione è l’EP del 1999 “She talks to rainbows”, realizzato con l’apporto dello scomparso Joey Ramone.
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