NEWS   |   dalla Stampa / 22/02/1999

Finardi: «Ho picchiato un giurato, Dario Salvatori»

Finardi: «Ho picchiato un giurato, Dario Salvatori»
Su "La Stampa", Marinella Venegoni intervista Eugenio Finardi, che «pensa alla nuova creatura che gli nascerà in luglio ("speriamo sotto il segno del Leone, perché io sono del Cancro e sono troppo sensibile").
Finardi, perché ha deciso di tornare?
"Semplice: il mio ultimo cd 'Accadueo', secondo me uno dei miei migliori, è rimasto sepolto sotto le uscite natalizie. E' il disco di un cantautore e l'industria non ha più tempo di seguire queste cose: c'è bisogno di un singolo che martelli. Mi è venuta questa canzone ed eccomi qui".
"Amami Lara", dedicata all'eroina del videogioco, è una delle canzoni più gradevoli del Festival. Leggera e frizzante, con i suoi tipici colpi d'ala, si canta subito. Lei ne è consapevole, no?
"Se ci pensa, è sempre ''Extraterrestre'', il personaggio che si sentiva alienato dalla sua realtà e invocava di uscire. Anche Lara è estremamente sola, anche se sempre meno virtuale: c'è più silicone in tante donne che vanno in tv. Le labbra al silicone proprio non si sopportano, baciarle è una cosa terribile. La femminilità è nello spirito, nella grazie, nell'ironia: le rughe non contano nulla, le geishe sono belle anche a ottant'anni".
Altri due cantautori suoi colleghi, Fossati e Battiato, saranno qui come superospiti. Che ne dice?
"Forse io ho un po' meno liturgia della mia immagine, ma siamo lì per gli stessi motivi. Visto che Sanremo esiste, occupiamolo. L'importante è che sia tutto dal vivo: l'anno scorso tutti dicevano 'Guarda quant'è brava Madonna', sembrava lei la vincitrice del Festival ma era tutto finto. Questa storia degli stranieri in playback a Sanremo mi fa sempre imbestialire".
Che cosa pensa del fatto che alla giuria demoscopica sia stata affiancata una giuria di qualità? Per la prima volta, il risultato non è prevedibile.
"Non vado lì per vincere, non mi pare che la vittoria abbia portato fortuna a molti. Adesso che ci penso, poi, ai tempi della musica ribelle, nei ‘70, ho pure picchiato uno degli attuali giurati di qualità, Dario Salvatori».
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