Indagine Merrill Lynch: 'Il 2001 è l'anno peggiore per la discografia'

I segnali c'erano tutti (basti ricordare i pessimi risultati di vendita registrati nel primo semestre su tutti i principali mercati mondiali, Inghilterra e Francia escluse, vedi news), ma ora uno studio dell'autorevole banca di investimenti Merrill Lynch sembra confermare le previsioni più pessimistiche: se l'industria discografica ha vissuto una stagione di perdurante stagnazione nel periodo 1995-2000, il 2001 sarà probabilmente l'anno peggiore nella storia della musica registrata. In uno studio dedicato principalmente a delineare le prospettive della musica on-line, l'istituto attribuisce il crollo del mercato, stimato in circa il 10 %, alla diffusione della pirateria on-line, alle conseguenze degli attacchi terroristici dell'11 settembre scorso e alla drammatica congiuntura economica vissuta dai paesi dell'America latina, fattori che tutti insieme hanno contribuito ad aggravare la posizione debitoria di molti operatori e a mettere in ginocchio il retail, la rete dei negozi al dettaglio. Merrill Lynch è invece ottimista sulle possibilità che i servizi legittimi di distribuzione musicale on-line, MusicNet e Pressplay, avranno di allargare la domanda di musica, anche attraverso uno sfruttamento più intenso e più razionale dei back catalog delle etichette: questi ultimi risultano oggi penalizzati dalla difficile situazione economico-finanziaria in cui versano i rivenditori specializzati, costretti a puntare tutto o quasi sui titoli novità che rappresentano circa il 60 % del giro d'affari complessivo sviluppato dal settore.
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