Come ha precisato il dottor Gil Lederman, direttore del reparto di oncologia dell’ospedale in cui è - o è stato - ricoverato Harrison, la terapia cui si sta sottoponendo il malato è detta “radiochirurgia stereotattica”. Si tratta, come Rockol è in grado di precisare, di una terapia “non invasiva”, che fra l’altro ha finora consentito una percentuale di successi di quasi il 90%. Detta anche “radioterapia conformazionale”, è una radioterapia per via esterna nella quale la dose/volume prescritta è realizzata in modo da circoscrivere perfettamente il volume-bersaglio. In altre parole, si tratta di una modalità radioterapica ad alta precisione. L’utilizzo di acceleratori lineari e l’integrazione con sistemi computerizzati per la ricostruzione tridimensionale del volume da irradiare, utilizzando immagini ottenute dalla TAC, dall’ecografia, dall’angiografia, permettono di rendere clinicamente praticabile un trattamento di irradiazione per via esterna proporzionato alla reale estensione della massa tumorale, con risparmio delle strutture sane e degli organi a rischio contigui. Questa tecnica, diffusa da qualche anno - è praticata anche in ospedali italiani: a Padova, a Roma, a Milano - e applicata in particolare a tumori alla prostata, all’area del capo e del collo, ai polmoni, permette di utilizzare una quantità di irradiazione minima rispetto ai metodi tradizionali: essendo “mirata” con grande precisione, consente di concentrare una dose più elevata (anche del 30%) sull’area da trattare, ma di non disperdere le radiazioni nelle zone contigue, e quindi di ridurre al minimo gli effetti collaterali tipici delle terapie antitumorali.
Intanto si sono appresi dettagli sulla canzone che Harrison ha registrato qualche settimana fa (vedi News). E’ intitolata “Horse to the water”, e il testo, letto in prospettiva, sembrerebbe alludere alla battaglia per la sopravvivenza che Harrison sta conducendo con grande tenacia. La canzone sarà inclusa nel prossimo disco di Jools Holland, ex Squeeze, che uscirà alla fine del mese e conterrà anche contributi di Eric Clapton, Van Morrison, Sting, David Gilmour, Paul Weller e Stereophonics.