'Sex & drugs & rock'n'roll': provato, c'è un collegamento

La figura di Ian Dury, complessa personalità rock morta nel 2000 a 57 anni, torna oggi sotto ai riflettori a causa dei risultati di un particolare studio.

Dury, sofferente per una poliomelite contratta da bambino, londinese verace (di Harrow, anche se lui diceva di Upminster), fu autore di brani entrati nella storia della discografia come "Sex & drugs & rock & roll" del 1977. Proprio su quel "Sex & drugs & rock & roll", anche se Dury in prima persona non c'entra nulla, si basa uno studio medico condotto da ricercatori olandesi i quali hanno provato che tra questi tre elementi esiste un link. Gli esperti dell'Erasmus MC University Medical Center affermano che c'è un collegamento tra ascoltare musica ad alto volume, fumare marijuana e fare sesso a rischio. Lo studio, pubblicato sulla gazzetta dell'American Academy Of Pediatrics, rivela che i giovani che hanno ascoltato musica a volume elevato sui loro lettori MP3 hanno più possibilità d'essersi fatti una canna nell'ultimo mese. Parallelamente, coloro i quali frequentemente si recano in locali o vanno a concerti, hanno il doppio delle probabilità di fare uso "incostante" di preservativi durante i rapporti sessuali. Questi ultimi - i frequentatori, non i rapporti sessuali - tendono pure ad ingozzarsi di drink. I testati, tutti studenti e probabilmente felici d'aver potuto dimostrare il nesso, sono stati 944. Tra le conclusioni si legge che.





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 i risultati provano inequivocabilmente che sussiste un collegamento tra comportamenti di ascolto a rischio, consumo di sostanze illegali e rappori sessuali malsicuri.
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