The Observer 2012: l'intervista a Claudia is on the Sofa

The Observer 2012: l'intervista a Claudia is on the Sofa

Claudia is on the Sofa, nella vita reale Claudia Ferretti, ha pubblicato il suo album d’esordio “Love hunters”, in uscita per l’etichetta Gibilterra, e Rockol The Observer ha puntato i riflettori su di lei nelle scorse settimane (vi abbiamo presentato il progetto discografico e vi abbiamo parlato del suo disco) ed è arrivato ora il momento di fare due chiacchiere con lei, cantautrice bresciana che ha composto i brani del suo primo album su una poltrona e che ama il folk ed il blues, pur mantenendo le radici ben salde nella canzone d’autore italiana: “La musica che mi appartiene deve essere ampia, desertica, intima come un sofa, sexy e malinconica. Anche gli ascolti seguono quindi queste esigenze che mi hanno portato verso la musica d’oltreoceano. La vicinanza alla musica anglofona è più che altro una questione di affinità compositiva e sentimentale. Da sempre in casa si ascoltavano accanto ai cantautori italiani gli inglesissimi Beatles. Il primo amore verso questo stile? Certamente Bonnie Prince Billy e la colonna sonora di Paris Texas di Ry Cooder. Da qui la curiosità è aumentata sempre più e anche la passione. Brescia è comunque una città per cowboy e per musicisti, ricca di natura per chi la vuole vivere, tutta monti e campi di mais. La scena musicale di artisti, divulgatori, gestori di locali, comunicatori e organizzatori di eventi è ricca e serena, direi una bella isola”.
Claudia compone in genere da sola, come in solitaria sono nati i brani racchiusi in “Love hunters”: “Tutti i brani di questo disco sono composti nel testo e musiche da me, sul citato sofà di casa mia. Tutto viene poi condiviso e cucinato in sala prove e in studio insieme ai ragazzi: Marco Franzoni, Andrea Abeni, chitarrista anche negli Annie Hall, Francesco De Gennaro e Giuseppe Facchetti. I testi raccolgono invece delle storie. Ogni brano è legato a un fatto o a una persona particolare, anche sconosciuta, ma di cui mi è piaciuto cogliere degli aspetti particolari della vita. ‘Love hunters’ è quindi per me una raccolta di racconti, di ritratti di veri e propri quotidiani cacciatori di affettività. Tutto l’interno disco è nato dall’esigenza di fermare e condividere dei brani nati nel corso dello sviluppo del progetto Claudia is on the Sofa. Dopo aver portato parte di questi pezzi live in concerti ad apertura di artisti come Richmond Fontaine, Hugo Race, Scott Matthew, Polly Paulusma, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, The Niro, Marco Parente e tanti altri ci siamo chiusi in studio al Bluefemme e a Il piccolo studio (Daniele Salodini) e abbiamo registrato in diretta gran parte del disco, raffinandolo poi nelle voci e nella produzione insieme a Marco Franzoni. ‘Love hunters’ è quindi un disco vecchio stile, prima suonato poi registrato in diretta. La mia fortuna è stata poi incontrare i ragazzi di Gibilterra Management che hanno mostrato fiducia nel progetto già a disco finito. Il disco è dunque frutto di un lavoro estremamente libero e quindi rispecchia proprio quello che volevamo fare”.
Claudia is on the Sofa è un progetto indipendente, con tutte le fortune e le sfortune del caso: “Per un indipendente una cosa fondamentale sono i concerti. Ogni data è importante. Ho conosciuto i ragazzi di Gibilterra proprio grazie a un concerto fatto di sabato alle 10 del mattino. Conoscendo il pubblico indie pensavo fossero ancora tutti nel letto a quell’ora. Infatti c’erano solo 3 persone, ma una di queste era Michele Annechini. Proprio questo primo incontro ha portato poi a questa felicissima collaborazione. A dire il vero tutto il progetto Claudia is on the Sofa è stato una collaborazione, il punto è che poi spesso chi collabora si affeziona e diventa parte del progetto. Mi piace sempre ricordare Manuele Zamboni, che con idee, consigli e anche solo suggerimenti di ascolti ha fornito sempre un prezioso contributo, ma anche Massimiliano Tonolini degli Annie Hall che ha registrato tutte le batterie. Amo le collaborazioni inaspettate e che apparentemente c’entrano poco con me. Amo artisti italianissimi come Dario Brunori e Dente, magari prima o poi ci sarà l’occasione giusta. Non fatemi pensare agli artisti stranieri… mamma mia quanti sarebbero e quali grandi nomi!”.

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