Tenco 2001, seconda serata: il forfait degli Almamegretta, la grazia di Marisa Sannia

Tenco 2001, seconda serata: il forfait degli Almamegretta, la grazia di Marisa Sannia
E’ continuata venerdì sera, 26 ottobre, l’annuale rassegna del Club Tenco (vedi News), con la seconda serata di spettacolo.
Ad aprirla è stato Sergio Cammariere, molto applaudito dal pubblico per l’energia e il contagioso entusiasmo; le canzoni (da lui scritte con Roberto Kunstler) non ci sembrano capolavori, a dire il vero, ma la sua riproposta di “L’arca di Noè”, nell’ambito del tributo a Sergio Endrigo, ha funzionato egregiamente.

Così come la rilettura esemplarmente scarna di “Adesso sì” con cui Cristiano De André ha aperto il proprio spazio di esibizione ha ammutolito e conquistato la platea; meno convincenti, a questo primissimo ascolto, le altre due canzoni proposte, entrambe tratte dal nuovo album “Scaramante” in uscita in questi giorni.
La prevista esibizione degli Almamegretta, invece, non ha avuto luogo; il management del gruppo ha chiesto agli organizzatori della Rassegna un “rimborso spese” di 15.000.000 e la disponibilità di due ore di teatro per il soundcheck: pretese entrambe inaccettabili, che hanno causato la cancellazione del nome degli Almamegretta dal cartellone della serata.
Regolarmente presente Enzo Jannacci, e la sua è stata una presenza di peso: dopo l’omaggio a Endrigo (una “Io che amo solo te” soffiata e straziata, per voce, pianoforte e fisarmonica: davvero da brividi) il cantautore milanese ha presentato alcuni brani tratti dal recentissimo “Come gli aeroplani”, confermando il suo attuale stato di grazia compositiva e ribadendo la peculiarità della propria figura artistica che non può essere forzata negli schemi abituali della canzone d’autore.
Dopo l’intervallo la serata ha vissuto, a nostro parere, il momento più emozionante: Marisa Sannia, la cantante sarda che molti di noi, adolescenti negli anni Sessanta, hanno amato di un amore tanto intenso quanto romanticamente platonico, ci ha incantati con una presenza scenica incredibilmente immutata, con una grazia leggera e schiva, con una sussurrata e quasi attonita “Mani bucate” (che speriamo di ritrovare nell’annunciato Cd che dovrebbe - come è auspicato - raccogliere e documentare i tributi a Endrigo che stanno caratterizzando questa edizione della Rassegna).
E’ poi toccato a Roberto Vecchioni rendere onore a Endrigo con due canzoni: una “Vecchia balera” fatta così propria che sembrava uscita da “L’uomo che si gioca il cielo a dadi” e - finora la riproposta più inattesa e originale - “Madame guitar”, questa invece lontana dalle corde di Vecchioni e quindi restituita in chiave di riscoperta curiosa.
Una lunga performance di Laurie Anderson, premio Tenco 2001 (gliel’ha consegnato il collega Riccardo Bertoncelli) ha chiuso la serata di venerdì: l’artista statunitense nel suo lungo set ha inserito due “talking” in un italiano più che volonteroso e suggestivo, ed ha anche riproposto il suo brano più “popolare”, la nota “O superman”. Una partecipazione prestigiosa, quella della Anderson, anche se il pubblico in platea - forse non del tutto a torto, considerando l’alterità del personaggio rispetto al cast della serata - non è parso apprezzarla appieno (notate parecchie defezioni nel corso dell’esibizione).

La terza e ultima parte della Rassegna, in programma per le 21 di oggi sabato 27, ha in cartellone Luis Eduardo Aute, Sergio Bardotti, Chiaroscuro, Ekova, Beppe Grillo, Roberto Kunstler, Gino Paolo, Tosca e il quartetto Stefano Bollani-Irene Grandi-Enrico Rava-Peppe Servillo, oltre che il festeggiato dell’anno, Sergio Endrigo.
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