Italian Music Awards,
secondo atto

Italian Music Awards, secondo atto
Quattro nomination per Vasco Rossi e i lanciatissimi Tiromancino, tre segnalazioni a testa per l'altra Rossi, la rivelazione Valeria, accanto a Raf e ad Elisa (vedi news per la lista completa).
Ma tutto passa in secondo piano, nella conferenza stampa di presentazione degli Italian Music Awards, secondo atto, di fronte al rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere e invece non sarà: la dimostrazione che, dopo i tentennamenti e gli svarioni organizzativi dello scorso anno, l'industria musicale italiana stavolta era pronta a fare sul serio con uno spettacolo televisivo in prime time RAI che, nelle speranze di molti discografici, sarebbe dovuto servire anche a ridare slancio a un mercato in forte recessione (- 16 % a settembre) in prossimità della cruciale stagione natalizia. Invece niente, dopo la tragedia dell'11 settembre diventa quasi impossibile convincere i grandi artisti internazionali (soprattutto americani) a salire su un aereo e spostarsi in giro per il mondo (ne hanno già fatto le spese i premi dell'industria svedese e analoga sorte toccherà, a quanto pare, anche agli “awards” tedeschi). In altre parole: niente prime time, niente show televisivo, e gli IMA costretti giocoforza a ridursi ad un galà per addetti ai lavori, artisti e uomini del music business (più i secondi che i primi, probabilmente, assai restii a muoversi se non in presenza delle telecamere), che si celebrerà al Rolling Stone di Milano il 26 novembre prossimo.
“Gli awards però conservano una potenzialità enorme, e hanno già dimostrato in altri paesi di poter diventare un format televisivo di successo, quando possono contare su nomi di risonanza internazionale”, sottolinea Maurizio Salvadori (Trident Agency), il promoter a cui l'associazione di categoria FIMI ha affidato l'organizzazione dell'evento e che garantisce massimo impegno per la prossima edizione, a questo punto una vera e propria prova del fuoco per la discografia italiana. Davanti alla platea di giornalisti e discografici che nella mattinata di oggi, giovedì 25 ottobre, sono convenuti a Palazzo Isimbardi (sede della Provincia di Milano, “sponsor” culturale della manifestazione e presente all'incontro nella persona del suo presidente Ombretta Colli), Salvadori spiega i motivi della scelta di compromesso decisa dall'industria: “Potevamo optare anche noi, come altri hanno fatto all'estero, per la cancellazione tout court della premiazione, ma non ci è sembrata la soluzione più opportuna: gli awards sono appena nati, hanno bisogno di continuità e rappresentano comunque un momento importante di aggregazione per tutta la comunità musicale italiana. Per allestire uno spettacolo degno di questo nome, ci sarà tempo e modo il prossimo anno: gli Italian Music Awards, ripeto, hanno le carte in regola per diventare la più importante manifestazione musicale italiana”. Una linea di pensiero confermata dal direttore generale FIMI Enzo Mazza, secondo cui “era comunque importante consolidare la validità del meccanismo che sta alla base dei premi: ed è vitale, tanto più in un mercato sempre più difficile, che l'industria musicale si riunisca una volta all'anno per celebrare i suoi gioielli”.
Vediamoli più da vicino, allora, questi “gioielli”. Scorrendo la lista delle nomination nelle 14 categorie principali che Rockol ha pubblicato stamattina (vedi news), ci si imbatte in poche sorprese: segno che il “panel” dei 400 votanti si è comportato sostanzialmente nel modo che l'industria si aspettava, fotografando piuttosto fedelmente le classifiche di vendita dell'ultimo anno. Nessuno stupore dunque per le nomination multiple piovute sulla testa degli artisti sopracitati. Sorprende un po', semmai, trovare ancora in lizza Neffa e i Tiromancino tra le rivelazioni dell'anno (scelta comunque giustificabile dal punto di vista “industriale”, se non da quello squisitamente “artistico”), ed anche (ma non è un male) la presenza di nomi meno affermati commercialmente come Delta V e Otto Ohm tra i migliori gruppi dell'anno. Ineccepibile - sempre da un punto di vista “industriale”, e non solo artistico - la segnalazione di Dido, Craig David, Coldplay e Gorillaz (tutti plurinominati) tra gli artisti internazionali dell'anno accanto ai soliti Madonna, R.E.M. e U2, mentre desta parecchie perplessità la competenza della giuria sul repertorio dance, se tra i nominati circolano ancora (in un mondo che si muove a velocità doppia, rispetto al mercato tradizionale) i nomi di artisti “fermi” da tempo come Alexia e Spiller.
Ma ogni considerazione tecnica, ripetiamo, resta sullo sfondo, in sordina rispetto alla grande occasione mancata per cause di forza maggiore: dopo il “numero zero” del febbraio scorso, gli Italian Music Awards fanno malauguratamente e inaspettatamente un passo indietro.
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