McGee, il boss della Creation (Oasis), predice la fine delle etichette discografiche: vincerà Internet

Alan McGee, lo scopritore degli Oasis e presidente della Creation, ha predetto la morte delle etichette discografiche “tra minimo cinque e massimo dieci anni”. Gli assassini? Il computer ed Internet. La fredda affermazione di McGee è il succo del suo lungo intervento in un ancor più ampio servizio che il nuovo numero del settimanale britannico “New Musical Express” (che troverete sulla rassegna stampa di Rockol da mercoledì mattina) dedica alla crisi dell’industria musicale britannica. Dopo aver snocciolato una serie di recenti cifre da brivido (Tori Amos in Gran Bretagna ha venduto - in una settimana - 16.150 copie del suo ultimo album, i Mighty Mighty Bosstones 3125, i Public Enemy 2543), McGee predice il trapasso delle etichette discografiche.
“Entrare nei negozi di dischi è la cosa meno sexy che un giovane possa fare. Sono una cosa del passato. Tra dieci anni occorrerà scordarsi che gli Oasis od i Primal Scream possano essere in un’etichetta discografica. Loro conoscono i loro veri fans, e faranno loro “scaricare” i dischi a 10 sterline a botta. E’ questa la rivoluzione. Tra minimo cinque e massimo dieci anni non vi saranno più etichette discografiche. Per le bands sarà molto meglio scaricare la loro musica su Internet: tagliar fuori l’intermediario, l’etichetta discografica e vendere direttamente ai fans ad un prezzo più conveniente”, questo il passaggio fondamentale dell’articolo scritto e firmato da McGee.
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