I Negrita presentano il nuovo album:
'Non siamo un gruppo di rock classico'

I Negrita presentano il nuovo album: 'Non siamo un gruppo di rock classico'
Ci sono voluti due anni ai Negrita per completare il nuovo album “Radio Zombie”, in uscita oggi 19 ottobre. In occasione di un concerto a Milano, ieri, 18 ottobre, il gruppo ha presentato alla stampa il disco. Il cantante Pau e il chitarrista Drigo hanno spiegato che è stato un periodo segnato da indecisioni e traumi da successo, ma anche dalla voglia di fare un passo avanti e non cavalcare l'onda delle fortune commerciali di “Reset” e di “Mama maè”. “Per un anno intero non abbiamo fatto niente: vivevamo di paura”, spiega Pau. “Il disco di platino conquistato con 'Reset' ci ha imposto degli obblighi, con noi stessi e la casa discografica. Ci siamo fatti prendere dall'angoscia della riconferma, dal timore di non avere più niente da dire. Non abbiamo messo nulla su nastro, avevamo centomila note ma insignificanti”. Superato il blocco creativo, il gruppo è riuscito a realizzare il suo album più maturo e vario fino a questo momento. I riferimenti musicali restano nell'area del rock più classico, anche se la band non ama particolarmente questo tipo di definizione. “A volte ci infastidisce quando veniamo descritti così, ci sembra un modo indiretto per dire che non proponiamo niente di nuovo”, afferma Drigo. “Però c'è un lato positivo: nel rock classico ci sono gli esempi migliori di quanto è stato fatto nell'ambito del genere”.
Rispetto al passato, i Negrita hanno rifinito i testi con una cura maggiore. I temi passano dai ricordi personali di “1992”, che ripercorre gli inizi della band (secondo Pau “è stato come scrivere un diario dieci anni dopo”) all'amore di “Vertigine” e “Luna”, fino agli sguardi impietosi sul mondo circostante di “Welcome to the world”. L'idea è quella di invitare chi ascolta a misurarsi con osservazioni anche scomode “ma senza presunzione”, puntualizza Pau. “E' solo un tentativo: vediamo chi ha voglia di parlare con noi”.
Quanto al titolo vagamente macabro, non nasconde una volontà polemica nei confronti delle radio italiane, spiega il cantante: “Forse solo a livello giocoso, perché non ci sentiamo molto rappresentati da un certo tipo di programmazione delle radio, ma non è quello il motivo della scelta. Avevamo due anni di alti e bassi da raccontare in un titolo, ci servivano una o due parole. La cosa più facile è stata pensare a una trasmissione radiofonica dove confluiscono diverse esperienze, dove può passare un pezzo reggae accanto a uno punk. 'Zombie' invece è una parola legata all'immagine della copertina: delle antenne che escono da un posto arido, privo di vita”.
Dall'archivio di Rockol - raccontano "I ragazzi stanno bene”, la loro canzone in gara a Sanremo 2019
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.