Il manager dei Queen: 'EMI nelle mani di Universal? E' una cosa positiva'

Il manager dei Queen: 'EMI nelle mani di Universal? E' una cosa positiva'

Edgar Bronfman Jr. di Warner Music, Martin Mills del Beggars Group, Martin Goldschmidt di Cooking Vinyl e Edwin Schroter di PIAS sono alcune tra le personalità di spicco dell'industria discografica dichiaratamente contrarie alla fusione tra Universal ed EMI.


Di diverso avviso, oltre al re dei talent show Simon Cowell, è Jim Beach, manager dei Queen, che in un'intervista rilasciata qualche giorno fa al Times ha detto di vedere di buon occhio il merger tra le due case discografiche: "Il music business di oggi", ha spiegato, "è molto diverso da quello di quarant'anni fa, quando la band che rappresento, i Queen, iniziò la carriera alla EMI Records". "Allora", sostiene Beach, "la società era un forza creativa di enorme influenza nel Regno Unito e all'estero. Ci forniva musica straordinaria e praticamente di ogni genere, mentre i suoi artisti modellavano il gusto di più generazioni. La EMI Records degli ultimi tempi, gestita da una private equity , era tuttavia qualcosa di molto diverso".


Secondo il manager, Terra Firma (che rilevò la proprietà della EMI nel 2007) e Citigroup (che le subentrò nel febbraio del 2011) hanno tagliato drasticamente gli investimenti a detrimento degli artisti "e noi non siamo stati gli unici ad abbandonare la nave. Non vedo l'ora che la EMI torni a essere posseduta da una società del settore musicale, perché al suo interno ci sono ancora ottimi dirigenti e grandi artisti che hanno bisogno di gente più creativa al vertice".

La vendita della EMI a Universal, come noto, è attualmente soggetta allo scrutinio degli organi che tutelano la concorrenza. Il 23 marzo scorso la Commissione Europea ha annunciato l'avvio di una seconda fase di istruttoria sull'operazione, il cui esito dovrebbe essere comunicato entro l'8 agosto.


I Queen, il cui "Greatest hits" del 1981 rimane al momento l'album più venduto di tutti i tempi nel Regno Unito con 5 milioni e 800 mila copie, hanno lasciato la EMI a partire dal gennaio del 2011, trasferendo il back catalog a Universal come prima di loro avevano già fatto i Rolling Stones.
 
 

Dall'archivio di Rockol - La storia di "A Night at the Opera" dei Queen
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.