Aria di festa nel prossimo album dei No Doubt

Aria di festa nel prossimo album dei No Doubt
L’ispirazione per il nuovo album dei No Doubt sarebbe nata durante le baldorie post-concerto. Alla fine di ogni show del tour successivo alla pubblicazione di “Return of Saturn” (disco uscito nel 2000 con risultati commerciali deludenti), la band organizzava nei camerini party a base di musica giamaicana. Da lì è nata l’idea di ricatturare la stessa atmosfera euforica nel materiale destinato a “Rock steady”, disco in uscita il 18 dicembre. Come Rockol ha già anticipato (vedi news), il gruppo statunitense ha affidato le canzoni a produttori diversi, lavorando tra Los Angeles, Londra e la Giamaica. Per quanto riguarda il lungo elenco degli ospiti, ci sono conferme e smentite rispetto alle notizie trapelate finora. Per esempio, con Dr. Dre i No Doubt hanno effettivamente lavorato, ma il risultato è un pezzo rimasto incompleto. Stessa sorte per le registrazioni con Timbaland e i Neptunes: questi ultimi sono co-autori di “Hella good”, ma la produzione del brano è stata curata da Nellee Hooper, responsabile di altri quattro brani. Confermata invece la presenza di Prince (“un genio”, secondo la cantante Gwen Stefani), che ha rielaborato “Waiting room”, brano a suo tempo scartato da “Return of Saturn”. L’eccentrico artista di Minneapolis ha ricambiato in questo modo la partecipazione di Gwen al suo album “Rave un2 the joy fantastic”.
La band è tornata dalla trasferta giamaicana con quattro pezzi finiti: “Underneath it all” (scritta in Inghilterra, a casa di Dave Stewart degli Eurythmics) e “Hey baby” sono stati prodotti dalla leggendaria coppia Sly & Robbie, mentre “New friend” e “Start the fire” sono state affidate a Steely & Clevie. Infine, William Orbit ha messo mano a “Making Out” e l’ex-Cars Ric Ocasek si è occupato di “Don’t let me down” e “Platinum blonde life”, descritti come due pezzi di stile marcatamente new wave. Il difficile compito di dare omogeneità al materiale in fase di mixaggio è andato a Spike Stent, in passato impegnato con U2 e Madonna, mentre non è ancora stato superato lo scoglio della scelta dei brani: la mole di materiale disponibile è tale che la band si trova in imbarazzo nel decidere cosa escludere. Nessun dubbio invece sul nuovo assetto “politico” del gruppo. Come ha spiegato il chitarrista Tom Dumont a Rollingstone.com, “non è più una democrazia. Le copertine e i video sono l’area di Gwen. Tony (Kanal, il bassista) si occupa degli affari. Adrian (Young, batteria) è il tipo testosteronico che pretende che tutto sia rock. Io voglio solo fare il DJ alle feste dopo i concerti”. La band è tornata dalla trasferta giamaicana con quattro pezzi finiti: “Underneath it all” (scritta in Inghilterra, a casa di Dave Stewart degli Eurythmics) e “Hey baby” sono stati prodotti dalla leggendaria coppia Sly & Robbie, mentre “New friend” e “Start the fire” sono state affidate a Steely & Clevie. Infine, William Orbit ha messo mano a “Making Out” e l’ex-Cars Ric Ocasek si è occupato di “Don’t let me down” e “Platinum blonde life”, descritti come due pezzi di stile marcatamente new wave. Il difficile compito di dare omogeneità al materiale in fase di mixaggio è andato a Spike Stent, in passato impegnato con U2 e Madonna, mentre non è ancora stato superato lo scoglio della scelta dei brani: la mole di materiale disponibile è tale che la band si trova in imbarazzo nel decidere cosa escludere. Nessun dubbio invece sul nuovo assetto “politico” del gruppo. Come ha spiegato il chitarrista Tom Dumont a Rollingstone.com, “non è più una democrazia. Le copertine e i video sono l’area di Gwen. Tony (Kanal, il bassista) si occupa degli affari. Adrian (Young, batteria) è il tipo testosteronico che pretende che tutto sia rock. Io voglio solo fare il DJ alle feste dopo i concerti”.
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