NEWS   |   Pop/Rock / 08/05/2012

Young The Giant: ‘Il cambiamento ha segnato la nostra crescita artistica’

Young The Giant: ‘Il cambiamento ha segnato la nostra crescita artistica’

Gli Young The Giant hanno cinque anni di musica alle spalle come band, un altro nome (il gruppo prima si chiamava The Jakes) e la voglia di mettersi alla prova, sempre e comunque. Originari di Irvine, California, Sameer Gadhia, voce, Jacob Tilley, Chitarra, Eric Cannata, chitarra e voce, Payam Doostzadeh, basso, e Francois Comtois, batteria, hanno iniziato a suonare sin da giovanissimi, ai tempi delle superiori. In Italia è uscito da poco il loro disco di debutto omonimo, accompagnato da una serie di concerti (Roma, Milano e Firenze). Incontriamo Jacob, Francois e Payam per parlare della loro prima fatica in studio: "Abbiamo cambiato nome della band, prima ci chiamavamo in un altro modo. Siccome questo è il nostro disco di debutto, volevamo rinforzare il concetto di novità, di cambiamento, che ha caratterizzato la nostra avventura musicale. All'inizio ci sono venuti in mente nomi per la band composti da molte parole, troppo complicati, difficili da pronunciare e soprattutto da ricordare. Così, abbiamo cercato di semplificare il più possibile e abbiamo scelto il nome della band come titolo del nuovo disco proprio per abituare le persone al suono della nostra nuova identità, per dare un’ impronta forte al nostro primo lavoro in studio”, racconta Francois. “Il disco unisce un paio di anni di lavoro. Ci sono brani che risalgono al periodo dell'adolescenza, abbiamo scritto molti pezzi quando avevamo sedici anni, altri ancora li abbiamo composti a diciotto-diciannove anni”, prosegue il batterista. “Si è dunque trattato di prendere tutto il materiale ed unirlo insieme. Questo album è un vero percorso che scandisce le fasi della nostra crescita come musicisti e come individui. E’ interessante per noi riascoltare questi pezzi che appartengono a periodi così diversi: alcuni brani li abbiamo scritti sui banchi di scuola, mentre vivevamo coi nostri genitori. Altre canzoni, invece, le abbiamo composte quando abbiamo deciso di prendere tutto questo sul serio, quando abbiamo capito che la musica sarebbe stata la nostra vita. Questo disco è una sorta di linea temporale”, racconta Jacob. Il singolo degli Young The Giant attualmente in rotazione è "Cough syrup" e la band racconta il significato del testo: “Cough syrup’ parla della nostra voglia di uscire e vivere la nostra giovinezza. Quando ci siamo incontrati vivevamo tutti ad Irvine, e ci sembrava di essere in una ‘bolla sub-urbana’. Volevamo viaggiare, vedere realtà diverse. Il pezzo parla proprio di questo. Non desideravamo rimanere incatenati ad un' unica realtà. E’ amore puro per la vita”, dice ancora il chitarrista. “Come ha detto Jacob, siamo tutti originari di Irvine, California. Suonavamo in band diverse. Irvine ha una scena musicale molto attiva, è un fulcro attorno alla quale ruotano moltissime band, e il venerdì sera c'è sempre qualcosa da fare. Francois ed Eric hanno formato la band, alla quale si sono aggiunti Sameer e Jacob, io sono stato l'ultimo ad entrare nel gruppo. Questa è la formazione che abbiamo da cinque anni a questa parte”, aggiunge Payam.

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Joe Chiccarelli ha prodotto questo primo lavoro degli Young The Giant: “Joe Chiccarelli era abbastanza spaventato, eravamo davvero molto giovani quando ci siamo conosciuti, questo era il nostro primo disco. E' un incredibile ingegnere del suono ma era preoccupato perché non aveva ben chiaro, entrato in studio, quale strada volesse farci percorrere, quale direzione avesse dovuto prendere l’intero lavoro. Detto ciò, siamo molto contenti di come abbiamo realizzato questi brani e sicuramente abbiamo imparato dagli errori commessi, ci serviranno sicuramente da lezione per il prossimo album”, racconta ancora Jacob. “Il momento della registrazione ci ha davvero insegnato molto. Eravamo tutti concentrati sulla scrittura dei pezzi, abbiamo composto tutto insieme. Abbiamo cercato di unire ogni singola idea, discutendo su quanto fosse adatta o stramba. Certo, abbiamo avuto a che fare con stress e stanchezza ma abbiamo trasformato tali esperienze in qualcosa di costruttivo, che ci è stato utile soprattutto nello scrivere i nuovi pezzi. Siamo stati molto in giro per i concerti e abbiamo iniziato a comporre brani nuovi, era tanto che non componevamo a causa dei live. Abbiamo suonato qualche anteprima negli USA. Ora come ora non vogliamo concentrarci sul nuovo disco”, afferma Francois. “Anche se in Italia l’album è uscito da poco, ha due anni e desideriamo metterci alla prova con un secondo lavoro”, aggiunge Payam. Gli Young The Giant saranno dal vivo quest’estate in alcuni festival negli Stati Uniti, prima di entrare in studio per registrare del nuovo materiale. Sameer e soci amano proporre cover dal vivo, proprio come ci spiegano i ragazzi: “Pensiamo sia importante suonare cover, perché quando inizi a prendere in mano uno strumento sono il primo approccio che hai alla musica, anche se scritta da altri. Cerchiamo di essere molto vari nei brani che proponiamo, ad esempio negli USA abbiamo suonato una canzone di R.Kelly. Di sicuro molti non se lo aspettavano ed è stato divertente vedere le reazioni stranite della gente. Ci piacerebbe molto tornare dal vivo in Italia, i concerti che abbiamo realizzato qui ci hanno dato delle emozioni davvero intense, da replicare”, concludono i musicisti.
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