Litfiba: ‘Nessuna insidia tra noi e Pelù’

Litfiba: ‘Nessuna insidia tra noi e Pelù’
“Tra noi e Piero Pelù tutto è dimenticato”. Probabilmente, l’insidia più grande che per troppo tempo ha incalzato i nuovi Litfiba era proprio lo spettro della forte presenza scenica di Piero Pelù. Eppure nelle parole di Ghigo Renzulli, chitarrista, compositore e fondatore dei vecchi Litfiba, oggi, martedì 16 ottobre, non c’è alcun rimpianto, né rancore. Alla presentazione di “Insidia”, il secondo disco del gruppo dopo l’abbandono del cantante, in uscita venerdì prossimo, Ghigo e “Cabo” Gianluigi Cavallo, insieme al bassista Gianluca Venier e al batterista Gianmarco Colzi, si presentano rilassati. “Insidia” è un album che segue perfettamente quella linea immaginaria cominciata dal suo predecessore, “Elettromacumba”, grazie alle sperimentazioni dell’elettronica e dei riff chitarristici. “Personalmente continuo a considerare ‘Elettromacumba’ il lavoro onesto di un gruppo che si conosceva da pochissimo”, spiega Ghigo. “Oggi la complicità tra di noi è molto alta, ed è importante, perché adesso ci capiamo senza il bisogno di parlarci. Io ho vissuto questo lavoro serenamente, senza le tensioni che forse sentivo prima. Abbiamo anche avuto più tempo, cosa che ci ha permesso di sperimentare suoni diversi con maggiore calma. Mi sono divertito parecchio, perché la mia personalità mi porta ad attraversare periodi di totale entusiasmo o periodi di insoddisfazione: in quei momenti continuo a cercare nuove vie per scrivere musica. Così per questo album mi sono impegnato per trovare scale differenti alla chitarra. Inoltre, invece di aggiungere suoni ho pensato di toglierne, e credo che questo si senta”. Ma il disco non è fatto soltanto di musica: già dalla copertina e dalla grafica, circondata da un’aura magica, si intuisce una ricerca profonda, come spiega Cabo, quasi si fosse calato nei panni di un professore universitario: “’Insidia’ vuol significare qualcosa che non è chiaro, e che necessita di concentrazione per essere compreso. La scelta grafica del disco, e cioè il ritratto di un gatto sul quale spicca il quadrato magico a base cinque, è una simbologia molto antica che risale al Medioevo e che si riferisce al pianeta Marte. Con questo non volevamo attirare l’attenzione solo grazie ai significati mistici o occulti del quadrato, che un tempo veniva utilizzato per augurare il buon esito di una battaglia, o per prevenire le malattie. Anche il quadrato che c’è sul retro della copertina del disco, che si chiama Rotas, ha significati augurali”. Il primo singolo estratto da “Insidia”, intitolato “La stanza dell’oro”, è stato corredato da un video girato a Milano. Il set ricostruiva, in tema con il testo della canzone che descrive l’attrazione per il pericolo e il mistero, una stanza “dei desideri” completamente ricoperta d’oro. Ma “Insidia” affronta anche temi più scottanti, come ad esempio quello della condanna a morte per sedia elettrica, raccontato in “Luce che trema”: “Tutto il disco nasce da ciò che abbiamo osservato, vissuto o immaginato. ‘Luce che trema’ è la soggettiva di un condannato a morte per sedia elettrica”, spiega, serioso, Cabo. “Con quel testo ho tentato di spiegare quella particolare situazione, senza prenderne parte, cercando semplicemente di astrarmi e raccontare ciò che si può provare in quel momento. E credo che il testo sia molto efficace”.
Dall'archivio di Rockol - Le pillole di saggezza dei Litfiba
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