Vivendi smentisce Bloomberg: 'Nessuno smembramento della società'

Fa discutere uno scoop pubblicato nelle prime ore di oggi dal sito finanziario Bloomberg, che citando "persone informate dei fatti" ipotizza la possibilità di un prossimo smembramento di Vivendi. Stando alle indiscrezioni, la conglomerata francese potrebbe sdoppiarsi in due entità distinte: una delle quali incorporerebbe gli asset del gruppo nel settore dei media (tra cui la casa discografica e di edizioni musicali Universal Music Group e l'editore di videogiochi Activision Blizzard), mentre l'altra conserverebbe le società che si occupano di telecomunicazioni e di distribuzione di contenuti.


Sono bastate poche ore, però, perché dalla società arrivasse una secca smentita: "Vivendi ha appreso con stupore quanto sostiene Bloomberg in un articolo pubblicato stanotte e avente per oggetto la sua strategia", ha replicato un portavoce della holding transalpina, che si affretta a "smentire vigorosamente tutte le asserzioni contenute nel suddetto pezzo, che risultano essere basate su fonti anonime e destituite di ogni fondamento".


Tali fonti, secondo quanto riportato da Bloomberg, sostenevano che il processo di revisione del business Vivendi è agli stadi iniziali e che il consiglio di amministrazione della società ne discuterà in giugno durante un summit di tre giorni tra i massimi dirigenti aziendali  (un'altra opzione prospettata, ma a sua volta smentità dalla società, riguarda lo spin-off della pay-tv Canal Plus).


A innescare i "rumours" sullo smembramento di Vivendi sarebbe stata un'affermazione del presidente del consiglio di sorveglianza Jean-René Fourtou, secondo cui il "conglomerate discount" che penalizza la quotazione azionaria del gruppo sfiora ormai  il 40 per cento e richiede un ripensamento dell'organizzazione societaria.   
 

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