Caterina Caselli presenta la trasmissione tv che debutta domani, lunedì 19, e accusa il regolamento 'stupido e assurdo' di Sanremo

Caterina Caselli presenta la trasmissione tv che debutta domani, lunedì 19, e accusa il regolamento 'stupido e assurdo' di Sanremo
La grande celebrazione di Caterina Caselli (e della Sugar, l'etichetta di proprietà dell'ex cantante) andrà in onda tutti i lunedì sera, a partire dal 19 gennaio, per quattro settimane su RaiTre. Regista dell’operazione Paolo Beldì, già regista di “Anima mia”: cui questa nuova trasmissione sembra fare un po’ il verso, con la differenza che il turbine dei ricordi ruoterà attorno a una sola persona, Caterina la Grande, la cui storia viene proposta come cantante beat ma anche come manager, tant’è che non mancherà all'appello quasi nessuno dei suoi pupilli del momento.
Ospiti fissi saranno infatti Elisa e gli Avion Travel, e più saltuari Andrea Bocelli e Gerardina Trovato. Ma alla festa, intitolata “Qualcuno mi può giudicare”, parteciperanno anche Francesco Guccini, Raf, Pierangelo Bertoli, Umberto Tozzi, Paolo Conte, Enzo Jannacci, Gianni Morandi, Laura Branigan, i Nomadi, Maurizio Vandelli, PFM, Francesco Baccini, Nada, Iva Zanicchi, Ricky Gianco, Shel Shapiro, Orietta Berti, Bobby Solo e forse qualcuno che ci è sfuggito (Faust'O/Fausto Rossi? Giuni Russo?) nel lungo elenco fatto da Red Ronnie, conduttore del programma.
Elisa, in particolare canterà per la prima volta in italiano, e si proporrà come la versione attuale dell’ex ragazza yé-yé con la sigla (“Nessuno mi può giudicare”) e una versione parecchio tirata di “Tutto nero” ("Paint it black"), da lei stessa riarrangiata. “Io invece" - spiega la Caselli - "canterò la stessa “Nessuno mi può giudicare”, ma in una versione più languida e disincantata insieme agli Avion Travel, in un modo che sento più vicino a come sono adesso”.
Ma signora Caselli, non le dà fastidio che ogni volta che si parla di lei si ricorra immancabilmente a un titolo di canzone, “Nessuno mi può giudicare”, e alla definizione “casco d’oro”?
“Beh, ovunque vada, Liza Minnelli deve cantare 'New York New York'. Quanto al soprannome, era più poetico che 'l’aquila di Ligonchio', quello di Iva Zanicchi, o 'la Tigre di Cremona', quello di Mina”.
Questo show è anche un’occasione per mettere in vetrina i gioielli di casa Sugar.
“Sì, è un’occasione per mostrare l’attività di un’etichetta indipendente che ha avuto risultati insperati: non potendo contare su capacità economiche esorbitanti, abbiamo puntato sulla ricerca di nuovi talenti”.
Interviene Giovanni Minoli, direttore di RaiTre. “Sarebbe dovuto essere un ritratto-reportage per 'Mixer', ma il materiale era così tanto ed interessante che abbiamo deciso di farne quattro puntate”.
“E’ la storia di una ragazza che, dopo gli inizi difficili - e non è retorica, è la realtà - è riuscita a farcela, con tanta tenacia”, conclude Caterina: "la stessa tenacia con la quale sono riuscita a far ascoltare a tanta gente Andrea Bocelli, e voglio far ascoltare a tanta gente gli Avion Travel”.

Fin qui la conferenza-stampa "ufficiale". Ma Rockol non ha voluto farsi sfuggire l'opportunità di chiedere a Caterina Caselli come abbia reagito all'esclusione della propria nuova pupilla, Elisa, dal cast del prossimo Festival di Sanremo.
“E' il Festival di Sanremo che ha perso una grande occasione. Volevo far partecipare Elisa, non l’hanno accettata perché canta in inglese. Peggio per loro! Certo che questo regolamento è davvero anacronistico”.
Insomma, la prende con filosofia…
"Ma sì, in fondo è meglio così. Siamo ai primi posti nelle classifiche di vendita; per i prossimi due mesi Elisa sarà in promozione in tutta Europa, e il suo disco uscirà anche in Inghilterra, un fatto inconsueto per un'artista italiana".
Ma la soddisfazione per aver scoperto un altro talento non impedisce alla Caselli di chiudere l’argomento Sanremo con una considerazione polemica:
“Oggi più di ieri ci sarebbe bisogno che i nostri bambini imparassero almeno un'altra lingua europea: dovremmo dar loro gli strumenti per avere maggiori occasioni di integrazione e di lavoro. Chi fa parte del cosiddetto mondo artistico avrebbe il dovere di essere molto più aperto di altri. Quello del Festival è un vincolo stupido e assurdo, anche perché il copyright di tutte le canzoni di Elisa è assolutamente italiano”.
Dall'archivio di Rockol - La storia di "Radici" di Francesco Guccini
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