Leonard Cohen:
'Lo studio di registrazione non è molto diverso dal monastero'

Leonard Cohen: 'Lo studio di registrazione non è molto diverso dal monastero'
Un silenzio durato nove anni, rotto dalla pubblicazione del nuovo album “Ten new songs”. E da una lunga chiacchierata con i giornalisti italiani.
Dopo “The future” (1992), Cohen è ritornato con un nuovo disco, frutto di una collaborazione a tre con Sharon Robinson (che ha scritto i brani insieme a Cohen) e Leanne Ungar, responsabile della produzione. Quest'ultima si era occupata anche del recente live “Field Commander Cohen”, contentente registrazioni risalenti al 1979. Il cantautore canadese aveva già lavorato con entrambe, e si è dichiarato completamente soddisfatto dei risultati: “La collaborazione fra Sharon, Leanne e me è rilassata e intensa. Penso che l'album lo rifletta”. E' la seconda volta che Cohen si affida completamente ad altri per un intero disco: l'unico precedente è il controverso “Death of a ladies' man” del 1977, prodotto dal mago del “wall of sound” Phil Spector (“un'esperienza interessante anche se non ha avuto successo”). L'artista ha parlato a lungo del suo lungo ritiro nel monastero a Mount Baldy, in California, per approfondire lo studio della filosofia zen: “Non cercavo una nuova religione, mi andava bene quella ebraica, ha soddisfatto tutti i miei appetiti religiosi. Non ho mai avuto il desiderio di convertirmi a un'altra fede. Lo zen non è una religione, è uno studio delle meccaniche, del clima, del tempo delle attività umane”. Curiosamente, Cohen non ha riscontrato grandi differenze fra i ritmi della vita monacale e quelli del lavoro nel suo studio casalingo: “Le giornate erano simili a quelle trascorse in monastero: dovevo svegliarmi presto per registrare le parti vocali, prima che gli uccelli cominciassero a cinguettare, il cane di mia figlia ad abbaiare e riprendessero i rumori del traffico. Si lavorava per tutto il pomeriggio, io preparavo la cena e alla sera continuavamo a lavorare”.
Pur dicendosi interessato a tornare a fare concerti, Cohen vuole prima rientrare in studio con la Robinson e la Ungar. L'autore di “Suzanne” ha anche espresso apprezzamenti positivi sul figlio Adam, anch'egli cantautore.
Per leggere il resoconto completo della chiacchierata di Rockol con l'artista canadese, vi rimandiamo alla sezione Interviste.
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