Germania, YouTube costretta a rimuovere sette video protetti da copyright

Sette canzoni appena, tra cui la celebre cover di "Rivers of Babylon" con cui nell'aprile del 1978 i  Boney M scalarono le classifiche internazionali: ma la vittoria parziale ottenuta dalla GEMA (la "SIAE tedesca") su YouTube a riguardo della diffusione di videoclip non autorizzati rischia di creare un precedente importante nella guerra che impazza sul Web in tema di tutela dei copryirght.
Il tribunale di Stato di Amburgo, venerdì scorso, ha imposto alla piattaforma video di Google la rimozione di sette clip riconducibili ad autori e compositori iscritti alla GEMA.

Quest'ultima aveva un regolare contratto di licenza con YouTube che è  tuttavia scaduto nel 2009, e da allora le due parti discutono in tribunale non solo per questioni di diritto ma anche sulla base di considerazioni economiche:  la società tedesca, che rappresenta 64 mila autori e compositori musicali,  pretenderebbe una royalty di 0,6 centesimi di euro per stream; YouTube replica che si tratta di una cifra esosa e fuori mercato. .

Il giudice tedesco non è entrato nella questione, limitandosi a dire che il portale video, pur non essendo direttamente responsabile dei contenuti potenzialmente illeciti caricati dai suoi utenti e non dovendo farsi carico di un monitoraggio costante del sito,  deve provvedere tempestivamente a cancellarli dai suoi server, una volta ricevuta la notifica da parte degli aventi diritto. Non solo: secondo il tribunale di Amburgo, il sistema di filtri adottato da YouTube e basato sul software Content ID non risulta sufficiente a garantire i titolari dei copyright e dovrà essere sostituito da soluzioni tecniche più "intelligenti" (capaci di individuare, ad esempio, anche le versioni dal vivo dei brani protetti).  


Attraverso un suo portavoce, la GEMA ha giudicato  "un grande successo" il verdetto del tribunale; da parte sua anche Google Germany ha fatto buon viso a cattivo gioco, sottolineando che "la Corte ha confermato che YouTube è una piattaforma di hosting e non può essere forzata a monitorare tutti i video che su di essa vengono caricati".

Quella con la GEMA non è l'unica lite giudiziaria in corso per YouTube: qualche settimana fa una corte di appello di New York ha riaperto una vertenza tra la società di Google e Viacom, proprietaria di MTV, che reclama un miliardo di dollari di danni per l'utilizzo di circa 79 mila video non autorizzati tra il 2005 e il 2008.
 

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