Edizioni, la Commissione Europea approva la fusione Sony-EMI

Edizioni, la Commissione Europea approva la fusione Sony-EMI

La Commissione Europea ha approvato  l'acquisizione per 2,2 miliardi di dollari della società di edizioni EMI Music Publishing da parte di un consorzio guidato da Sony/ATV. A seguito dell'operazione, fortemente osteggiata dall'industria musicale indipendente e da Warner Music,   le due società continueranno a operare separatamente, ma con un giro d'affari complessivo stimato in circa 1,3 miliardi di dollari,  superiore dunque a quello generato dal maggiore concorrente sulla piazza (Universal Music Publishing, 900 miliardi di dollari). In qualità di società amministratrice della EMI, Sony/ATV incasserà una quota pari al 15 per cento dei suoi ricavi netti.


Per ottenere il via libera definitivo da parte dell'Antitrust europeo Sony/ATV, che aveva già promesso la  liquidazione di asset editoriali per un valore di 20 milioni di dollari in termini di royalty, dovrà cedere i cataloghi di Virgin Music Publishing UK, Virgin Europe, Virgin Us e Famous Music UK, oltre alle canzoni firmate da Gary Barlow, Ozzy Osbourne, Robbie Williams, Ben Harper, Lenny Kravitz, Placebo e Kooks. Senza questi disinvestimenti, ha sostenuto la Commissione Europea, "l'entità risultante dalla fusione avrebbe posseduto in tutto o in parte i diritti editoriali di oltre la metà dei successi da classifica nel Regno Unito e in Irlanda. Tale potere di mercato avrebbe probabilmente intaccato la possibilità dei suoi clienti di licenziare musica non solo in quei Paesi ma anche a livello multiterritoriale e paneuropeo".
   
Come noto, Sony/ATV (joint venture tra Sony Corp. of America e gli eredi di Michael Jackson)  deterrà il 38 per cento delle quote di EMI Publishing, mentre il resto del capitale verrà spartito tra gli altri membri del consorzio di acquisto, Mubadala Development Company, Jynwel Capital, GSO Capital Partners (Blackstone Group) e il magnate dei media David Geffen. L'operazione riporterà la EMI sotto il controllo di Martin Bandier, per diciassette anni alla guida della società inglese prima di assumere, nel 2007, la presidenza di Sony/ATV. Lo stesso Bandier, l'altro ieri, ha cercato di rassicurare i dipendenti della società dopo la pubblicazione, da parte del New York Times, di documenti riservati secondo cui  l'acquisizione di EMI comporterà il taglio in Sony di 326 posti di lavoro al fine di risparmiare 70 milioni di dollari all'anno. Bandier ha definito le  informazioni circolate a mezzo stampa "premature e inappropriate", ammettendo tuttavia che "se la transazione verrà approvata da tutte le agenzie preposte nel mondo, il nostro piano prevede attualmente di ridurre il numero totale di dipendenti delle due società". "I numeri esatti e le percentuali", ha tuttavia aggiunto, "non sono definitivi, e senza dubbio è nostra intenzione trattenere presso le due società tutti i dipendenti migliori e più brillanti".


A questo punto resta da attendere solo la decisione della Federal Trade Commission statunitense: che, secondo le indiscrezioni, dovrebbe esprimere un parere altrettanto favorevole in tempi brevi.
 

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