NEWS   |   Industria / 19/04/2012

Addio a Dick Clark: con 'American bandstand' portò la musica 'giovane' in tv

Addio a Dick Clark: con 'American bandstand' portò la musica 'giovane' in tv

Stroncato da un infarto, è morto in ospedale a Los Angeles, questa notte, il leggendario presentatore e produttore televisivo statunitense Dick Clark. Il deus ex machina di "American Bandstand", per decenni il più importante e seguito programma musicale della tv americana,  aveva 82 anni e soffriva da molto tempo di una grave forma di diabete.


Richard Wagstaff Clark, originario di Mount Vernon (New York) dov'era nato il 30 novembre del 1929, aveva cominciato a lavorare in una radio locale nel 1945, accumulando velocemente esperienza anche in televisione. Era subentrato alla conduzione di "American bandstand"  (nato quattro anni prima) nel 1956: praticamente agli albori del rock and roll, di cui fu il massimo divulgatore presso il pubblico mainstream. Sotto la sua guida il programma, la cui fama era stata fino ad allora circoscritta all'area di Filadelfia, divenne  un fenomeno di costume nazionale tanto da essere citato in una celebre canzone di Chuck Berry datata 1958, "Sweet little sixteen".
"Io suonavo i dischi, i ragazzi ballavano e l'America guardava" è il modo in cui Clark descriveva lo straordinario successo del suo show, in cui mediava la sua abilità di intrattenitore per famiglie con  l'orecchio musicale e il fiuto da talent scout, fungendo da ponte tra la tv in bianco e nero e quella a colori ma soprattutto tra due generazioni di americani che faticavano a dialogare tra loro, e introducendo al pubblico bianco - in epoca di "race records" e discriminazione razziale - stelle della musica nera come Little Richard, Sam Cooke, i Platters, Smokey Robinson & the Miracles e lo stesso Berry. Sul palcoscenico di  "American bandstand", che la ABC mandò in onda sul territorio nazionale per trent'anni (dal 1957 al 1987), sono passati Buddy Holly, i Jackson Five, Janis Joplin, Simon & Garfunkel, Prince, i Talking Heads, Madonna e tantissimi altri (mai, però, Elvis Presley, né i Beatles o i Rolling Stones).


Sentito come testimone nel grande scandalo delle "payola" (regalie in merci e denaro in cambio di passaggi radiofonici e televisivi) che negli anni '50 sconvolse il music business americano, ne uscì indenne ma con l'obbligo a rinunciare ai suoi investimenti nell'industria discografica, parte di un impero, la Dick Clark Productions, che comprendeva interessi nel settore radiofonico, cinematografico e della ristorazione oltre che in quello televisivo, attraverso programmi musicali come "American Top 40" e "New Year's Rockin' Eve", quiz, giochi a premi, awards e concorsi di bellezza.   


Un primo infarto, nel dicembre del 2004, aveva costretto "il teenager più vecchio del mondo" (così chiamato per il suo aspetto perennemente adolescenziale) a rallentare l'attività, cedendo la conduzione del suo tradizionale show di Capodanno, il "New Year's Rockin' Eve", a Ryan Seacrest.


Divorziato due volte, Clark lascia tre figli e una terza moglie, Kari Wigton, sposata nel 1977. Tra le numerosissime testimonianze che hanno fatto seguito all'annuncio della sua morte spicca quella di Barack Obama: "Con American Banstand", ha ricordato il presidente degli Stati Uniti, Clark "ha introdotto per decenni gli spettatori della televisione alla musica dei nostri tempi. Come produttore innovativo e creativo, ha rimodellato per sempre il panorama televisivo. E per 40 anni lo abbiamo accolto nelle nostre case per festeggiare l'anno nuovo. Ma ancora più importante di questi risultati straordinari è il modo in cui ci ha fatti sentire, giovane, vibrante e ottimista com'era. Mentre diciamo un ultimo arrivederci a Dick Clark, il più vecchio teenager d'America, i nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alla sua famiglia e ai suoi amici, che sono molti di più di quanto immaginavamo".