CD anticopia in arrivo da Universal e BMG (anche in Italia)

Universal Music Group, casa discografica leader di mercato oggi di proprietà della multinazionale francese Vivendi Universal, comincerà dal mese prossimo a pubblicare CD dotati di sistemi anticopia, equipaggiati cioè con un software che ne impedisce la duplicazione su computer o su CD registrabili.
Ne ha dato annuncio, martedì 25 settembre, il vice presidente della stessa Vivendi, Edgar Bronfman Jr., che non ha tuttavia fornito ulteriori dettagli sulle caratteristiche tecniche della tecnologia impiegata né sui titoli dei CD che conterranno il programma. Bronfman ha tuttavia aggiunto che la major intende incorporare il software di protezione in tutti i CD di nuova pubblicazione verso la fine del primo trimestre del 2002. I CD "protetti" potranno essere riprodotti sui CD player convenzionali e sui lettori CD-ROM, ma non potranno essere archiviati nella memoria del computer, scambiati in rete o masterizzati su CD vergini. “Siamo in una situazione in cui il mercato musicale soffre a causa della possibilità offerta al pubblico di copiare CD privi di protezione, cosicché gli artisti e gli altri titolari dei diritti vengono privati di quanto loro spetta di diritto”, ha detto Bronfman.
Anche le altre major discografiche, intanto, si stanno attivando sul medesimo fronte: a cominciare dalla Sony Music, che nei giorni scorsi ha distribuito alla radio europee una versione “protetta” del singolo di Michael Jackson “You rock my world” dopo che il brano aveva cominciato a circolare senza autorizzazione su Internet (vedi news).
Parlando venerdì scorso, 21 settembre, a una convention con la forza vendita, il managing director di BMG Ricordi Adrian Berwick ha annunciato che anche la casa discografica italiana si appresta a pubblicare CD dotati di codice anticopia sul mercato italiano. “Lo facciamo per tutelare noi e i nostri artisti nei confronti di una situazione che è diventata scandalosa”, ha detto Berwick. “All’inizio dell’anno, prima di Sanremo, abbiamo commissionato una ricerca su Gigi D’Alessio dalla quale risultava che un milione e duecentomila consumatori erano in possesso del suo album 'Quando la mia vita cambierà'. Eppure noi ne abbiamo vendute solo 400 mila copie: è chiaro che una situazione del genere non è più tollerabile”.
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