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Noel Gallagher: 'Ecco perché la discografia continua a sbagliare'

Noel Gallagher: 'Ecco perché la discografia continua a sbagliare'

L'ex chitarrista e compositore principale degli Oasis Noel Gallagher ha spiegato il suo punto di vista sui problemi che l'industria discografica sta vivendo da diversi anni a questa parte: secondo l'artista - oggi impegnato col suo progetto solista High Flying Birds - la cause dell'impasse del musicbiz sarebbe proprio la condotta della discografia stessa, terrorizzata dal prendere decisioni che prescindano le preferenze del pubblico.

"I consumatori oggi sono molto potenti, e - di conseguenza - riescono ad ottenere dall'industria ciò che vogliono", ha riflettuto l'artista: "Da quello che ho capito, però, i consumatori non volevano Jimi Hendrix, ma gliel'hanno dato, e ha cambiato il mondo. Né volevano 'Sgt. Pepper' o i Sex Pistols. Adesso, però, la discografia ha adottato questa linea, che più o meno dice: 'Facciamo in modo che i consumatori siano contenti, perché è questo l'unico modo perché l'industria discografica rimanga in vita'.

Le dinamiche che legano chi paga (o meno) per ascoltare musica sono cambiate profondamente negli ultimi anni: questo, chi mette sotto contratto cantanti o gruppi, lo sa bene, e così le regole del gioco sono cambiate. Adesso, i dischi vengono fatti basandosi sui risultati delle indagini condotte sui focus group.

E allora mettiamola in questo modo. Se una casa di moda dovesse adottare il medesimo atteggiamento delle etichette di oggi, credete che il mondo della moda rimarrebbe lo stesso? Ve li immaginate gli stilisti che chiedano ai loro clienti cosa vorrebbero indossare la prossima estate? Allora perché il mondo della moda progredisce sempre, e noi ci vestiamo in maniera sempre diversa e scegliamo sempre di avere un taglio di capelli diverso? Semplice: perché l'industria della moda non basa il proprio futuro su cosa dice la sua cazzo di clientela...".

    L'ex chitarrista e compositore principale degli Oasis Noel Gallagher ha spiegato il suo punto di vista sui problemi che l'industria discografica sta vivendo da diversi anni a questa parte: secondo l'artista - oggi impegnato col suo progetto solista High Flying Birds - la cause dell'impasse del musicbiz sarebbe proprio la condotta della discografia stessa, terrorizzata dal prendere decisioni che prescindano le preferenze del pubblico.

    "I consumatori oggi sono molto potenti, e - di conseguenza - riescono ad ottenere dall'industria ciò che vogliono", ha riflettuto l'artista: "Da quello che ho capito, però, i consumatori non volevano Jimi Hendrix, ma gliel'hanno dato, e ha cambiato il mondo. Né volevano 'Sgt. Pepper' o i Sex Pistols. Adesso, però, la discografia ha adottato questa linea, che più o meno dice: 'Facciamo in modo che i consumatori siano contenti, perché è questo l'unico modo perché l'industria discografica rimanga in vita'.

    Le dinamiche che legano chi paga (o meno) per ascoltare musica sono cambiate profondamente negli ultimi anni: questo, chi mette sotto contratto cantanti o gruppi, lo sa bene, e così le regole del gioco sono cambiate. Adesso, i dischi vengono fatti basandosi sui risultati delle indagini condotte sui focus group.

    E allora mettiamola in questo modo. Se una casa di moda dovesse adottare il medesimo atteggiamento delle etichette di oggi, credete che il mondo della moda rimarrebbe lo stesso? Ve li immaginate gli stilisti che chiedano ai loro clienti cosa vorrebbero indossare la prossima estate? Allora perché il mondo della moda progredisce sempre, e noi ci vestiamo in maniera sempre diversa e scegliamo sempre di avere un taglio di capelli diverso? Semplice: perché l'industria della moda non basa il proprio futuro su cosa dice la sua cazzo di clientela...".

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